9 settembre 2026
Hanno scelto il MUSE per festeggiare i loro 60 anni di matrimonio, le nozze “di diamante”. Francesca Mancin ed Elvio Zari arrivano eleganti e sorridenti. Lui ha 87 anni. Lei? «Non si chiede», sorride. Poi, dopo una pausa, svela: «Più di 80, comunque».
Negli sguardi di entrambi si legge ancora quella complicità che il tempo non ha scalfito.
La scelta del MUSE non è stata casuale. Francesca ed Elvio, originari di Venezia e residenti a Bolzano, frequentano il museo fin dalla sua apertura. Negli anni ci sono tornati più volte, anche insieme alla nipotina. Per il loro anniversario, però, volevano viverlo in un modo nuovo, trasformando una visita in un’occasione speciale da condividere.
«Volevamo fare qualcosa di diverso dal tradizionale pranzo al ristorante: qualcosa di vivace, curioso, dinamico», racconta la coppia.
E così è stato.
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La passione per la scienza
Francesca ed Elvio sono assidui lettori e grandi curiosi. Matematica, fisica e scienza fanno parte delle loro passioni: «Siamo divoratori di libri», ammettono.
Il loro legame con il MUSE è diventato, nel tempo, anche personale. Il figlio Davide ha infatti collaborato con lo staff del museo alla progettazione e alla realizzazione di UranIA, l’assistente virtuale basata sull’intelligenza artificiale che accompagna le persone durante la visita.
Oggi i figli vivono lontano, uno a Praga e l’altro a Hong Kong, ma la distanza non ha spento quella curiosità per il mondo che sembra essere uno degli ingredienti della famiglia.
Tra natura, sport e discese fluviali
La loro storia passa anche attraverso la natura, l’avventura e lo sport all’aria aperta. In particolare, attraverso il fiume Adige. Il legame con Trento nasce anche dalla passione per il canottaggio e dal gemellaggio tra i canoa club di Trento e Bolzano. Francesca ed Elvio hanno percorso più volte il fiume, arrivando fino alla foce.
«Una volta l’ho disceso con una barca costruita da me. È un modo stupendo per esplorare, osservare e conoscere il territorio da un’altra prospettiva», racconta Elvio.
Dal velo da sposa, sessanta sacchetti portaconfetti
Per festeggiare l’anniversario hanno voluto condividere la giornata anche con le persone incontrate al museo. Hanno portato con loro 60 piccoli sacchetti di confetti, realizzati con il velo da sposa di Francesca. «Il velo era lunghissimo. L’ho tagliato e cucito a macchina, creando tanti piccoli sacchetti».
Dentro, insieme ai confetti, un bigliettino con le date 3 settembre 1966–2026, i loro nomi e un piccolo disegno fatto a mano da Elvio: due cuori colorati e un diamante.
Un piccolo gesto, personale e preparato con cura. Proprio come la giornata che avevano immaginato.
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La curiosità come ingrediente della vita
La giornata al MUSE è andata oltre le loro aspettative. Il personale li ha accompagnati alla scoperta dei diversi spazi e padiglioni e, tra una visita e l’altra, c’è stato anche il tempo per cimentarsi con il curling nella mostra “Oltre il traguardo”. «Uno vero spasso!», racconta la coppia.
Qualche giorno dopo, in una mail di ringraziamento allo staff museale, Francesca ed Elvio hanno voluto raccontare quanto fosse stata indimenticabile la giornata:
«Volevamo trascorrere questa giornata speciale in compagnia, ma non avremmo mai pensato che sarebbe stata così affettuosa, simpatica e festosa. Siamo stati accolti come in famiglia. È stato il più bell’anniversario della nostra vita, e ne abbiamo festeggiati ben 60!».
Dopo sessant’anni insieme, la domanda viene quasi da sé: qual è il segreto?
«Avere il coraggio di litigare, quando serve», ammette Elvio
Francesca sorride. E aggiunge: «Non annoiarsi mai».
