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Waterbodies: lasciarsi guidare dal suono del fiume

Cinque passeggiate sonore lungo l’Adige e i suoi affluenti, da esplorare attraverso un’app

Waterbodies

Venerdì 30 ottobre 2026

«Welcome to Waterbodies sonic walks».

La voce di Salomé Bazin arriva nelle cuffie e accoglie il piccolo gruppo lungo le rive del Rio Cavallo, in Vallagarina. Comincia così una passeggiata fuori dall’ordinario: un cammino lungo il torrente, per entrare in relazione con lui e lasciarsi accompagnare dalla voce dell’artista e dal ritmo dell’acqua.

Salomé Bazin, artista multimediale francese, ci guida in un itinerario a tappe. La sua voce, chiara e avvolgente, invita a prestare attenzione a ciò che spesso rimane sullo sfondo, quasi impercettibile: lo scorrere dell’acqua, i suoi tumulti, gli ostacoli e i momenti di quiete.

All’inizio si cammina, si osserva, si ascolta. Poi, piano piano, il passo rallenta e l’ambiente fluviale rivela dettagli che prima sfuggivano.

Waterbodies

Un incontro con il fiume, e con noi stesse/i

L’acqua ci accompagna dall’inizio alla fine. A volte sembra cullarci, altre ci trascina idealmente con le sue correnti. Poco alla volta, il suo ritmo diventa anche il nostro.

Non sono soltanto il rumore del torrente e la voce nelle cuffie ad emergere. Ci sono il sole sulla pelle, la luce tra gli alberi, le zone d’ombra, il canto degli uccellini in lontananza, le pietre, il terreno sconnesso e i tronchi, il ronzio degli insetti. Ogni elemento entra a far parte di un ascolto più ampio, attento e partecipato.

E poi c’è il respiro: rallentare, inspirare profondamente, sentire l’aria riempire i polmoni, espirare. Ci si ossigena e, passo dopo passo, la passeggiata diventa una meditazione in movimento.

La sensazione di pace arriva gradualmente. Non c’è nulla da raggiungere in fretta, soltanto il tempo da dedicare a sé e a ciò che ci circonda.

Fino al momento in cui i piedi entrano nell’acqua, vicino alla cascata del Rio Cavallo, chiamata “Zambèl” in dialetto locale. Un gesto semplice che restituisce una consapevolezza immediata: quanto l’acqua sia essenziale e quanto il nostro corpo sia legato a essa.

“Ascoltare il fiume così a fondo significa smettere di considerarlo soltanto un elemento del paesaggio. È una presenza viva, con cui entrare in dialogo. E mentre il torrente continua a scorrere, ci si scopre più attenti anche alla nostra dimensione più interiore”, spiega Bazin.

Waterbodies: il fiume come corpo vivente

È da questa relazione che nasce Waterbodies, progetto artistico e di ricerca ideato da Salomé Bazin, che esplora l’interdipendenza tra i fiumi e il corpo umano attraverso il suono e le tecnologie interattive. Per oltre un anno, l’artista è stata in residenza al MUSE, nell’ambito del programma europeo S+T+ARTS AQUA MOTION. Durante questo periodo ha incontrato comunità locali, ricercatrici e ricercatori che vivono e studiano i corsi d’acqua, intrecciando conoscenze scientifiche, esperienze e osservazioni sul campo.

Il punto di partenza è semplice: siamo fatti in gran parte d’acqua e proveniamo dall’acqua. Il nostro organismo è attraversato da flussi e pulsazioni; allo stesso modo, un fiume vive dei propri movimenti e della possibilità di scorrere liberamente.

L’ascolto diventa così uno strumento per riconnettersi con il mondo naturale. Waterbodies intreccia arte e scienza e coinvolge le comunità attraverso passeggiate partecipative, registrazioni sonore e attività di citizen science.

Waterbodies

Cinque passeggiate sonore alla scoperta dell’Adige

Waterbodies si articola attraverso cinque percorsi sonori audioguidati, di cui tre già attivi: Eremo di Santa Giustina, Rio Cavallo e Parco Gocciadoro.

I percorsi sono da esplorare tramite l’app, disponibile in inglese e scaricabile qui: www.waterbodiesapp.org. Si tratta di itinerari brevi, di uno o due chilometri, che invitano a riscoprire l’acqua attraverso un ascolto più profondo.

I cinque percorsi si snodano in diversi luoghi del territorio:

  • Lago di Resia, a Curon, dove nasce l’Adige, tra le montagne della Val Venosta.
  • Lungotalvera, a Bolzano, attraverso il paesaggio fluviale della città.
  • Rio Cavallo, in Vallagarina, affluente dell’Adige, tra acqua e bosco.
  • Parco Gocciadoro, sopra Trento, nei pressi del Rio Salè e del torrente Fersina.
  • Eremo di Santa Giustina, lungo il torrente Noce, principale affluente in destra orografica dell’Adige.

Cinque luoghi, cinque occasioni per esplorare il paesaggio in modo diverso. Basta scaricare l’app, indossare le cuffie e lasciarsi guidare dalla voce di Salomé. L’Adige diventa così un unico corpo vivente: dalla «testa» alpina della Val Venosta fino ai «piedi» nella pianura, dove raggiunge il mare Adriatico. I suoi affluenti sono parte di questa rete di relazioni, proprio come i flussi che attraversano il nostro organismo.

“Percorrere questi luoghi con Waterbodies significa cambiare prospettiva: il fiume non è più soltanto qualcosa da osservare, ma una presenza da ascoltare e rispettare – spiega l’artista al termine della passeggiata sonora -. Basta rallentare e prestare attenzione per ritrovare un legame che forse non abbiamo mai davvero perduto”.

Waterbodies

La composizione sonora è di Rob M Thomas, lo sviluppo dell’app di Jeremie Boulay, la tecnologia creativa di Sebastiano Barbieri e il video di Alessandro Filippi.

App waterbodies

Waterbodies è un progetto finanziato da  S+T+ARTS AQUA MOTION, di cui il MUSE – Museo delle Scienze di Trento è partner. Oltre alle passeggiate sonore outdoor, il progetto trova spazio fino al 6 giugno 2027 a Palazzo delle Albere a Trento nell’ambito della mostra “Water Flow”, in collaborazione con il Mart.

Articolo di

Tommaso Gasperotti
Ufficio Stampa

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