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Paolo Fresu

La musica, il cibo e la biodiversità

FOOD Fresu

Martedì 23 dicembre 2025

Definito spesso “poeta del suono” perché unisce il jazz alla musica colta, popolare ed elettronica in un melting pot artistico unico, il jazzista sardo Paolo Fresu da tempo ha un legame simbolico con il MUSE. “La mia musica è al servizio del dialogo tra arte e scienza, perché è un linguaggio che serve per raccontare il mondo, proprio come la scienza” afferma il musicista, ospite del museo per il concerto FOOD, realizzato nel contesto della mostra temporanea “Food Sound. Il suono nascosto del cibo”, visitabile fino all’11 gennaio 2026.

Fresu è stato protagonista di tre momenti fondamentali nella storia del museo, in cui ha trasformato le sale espositive in veri e propri laboratori sonori. Il primo è l’evento dell’inaugurazione nel luglio 2013: Fresu è uno degli ospiti d’eccezione; nel 2014, poi, in occasione della mostra “Oltre il limite” si esibisce insieme al trombonista Gianluca Petrella in una performance multimediale che compone un dialogo tra jazz e fisica nucleare con la partecipazione dello scienziato Roberto Battiston. È in questa occasione che si svolge la prima edizione del silent concert, una performance in cui il pubblico ascolta la musica tramite cuffie wireless.

Pochi giorni fa, Fresu è tornato al MUSE per la terza volta con il pianista cubano Omar Sosa con il quale ha composto nel concerto FOOD un viaggio multisensoriale amplificato dalle cuffie wireless. Un’idea nata e concepita dai due artisti mentre frequentavano cucine, ristoranti e mercati. Come Fresu stesso ci racconta nella prima parte della video-intervista registrata un paio d’ore prima della performance il concerto è stato un’esperienza artistica e sperimentale che ha trasformato i suoni campionati tra fornelli di ristoranti e stand di street food (olio che frigge, tintinnio di vetri, voci) nella base per composizioni di jazz e di world music.

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Insieme a questa raffinata sperimentazione musicale Fresu ha voluto anche invitare il pubblico a riflettere sulla sostenibilità alimentare e sulla convivialità attraverso l’udito. In FOOD jazz, musica latina, africana e world music si fondono in un linguaggio unico e coinvolgente, come del resto nel progetto artistico Mare Nostrum, descritto come il Sound of Europe che mescola melodie nordiche e calore mediterraneo.

La musica di Fresu, di fatto, concilia le radici sarde con una visione musicale cosmopolita, tanto che una delle tante affermazioni della critica musicale recita: “Fresu è uno dei più importanti talenti musicali nati in Sardegna costretto – per sua fortuna – a viaggiare tanto, ma senza andar mai via veramente dall’isola. Una configurazione che ricorda quella di ecosistema dove la biodiversità è la linfa vitale di un habitat che comprende esseri umani, piante e animali. Infatti, l’artista ci conferma che l’analogia della sua musica con il concetto di biodiversità gli ‘risuona’”.

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La tromba di Fresu non è solo intrattenimento, è esplorazione. Il suo uso di delay, l’effetto che registra il segnale della tromba e lo riproduce dopo un certo lasso di tempo, creando una o più echi, crea architetture sonore che si sposano perfettamente con la geometria del museo e con il desiderio di esplorare i confini del conosciuto, tipico della scienza.

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Articolo di

Adele Gerardi
Ufficio Comunicazione, MUSE

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