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Happy Bird-day

30 anni di Palafittando e progetto Alpi

Happy bird-day test 1

Palafittando e Progetto Alpi compiono 30 anni!

Festeggiali con noi in due giornate che intrecciano preistoria, natura e spettacolo.

Il 29 agosto lo sguardo si alza verso le rotte degli uccelli, con un pomeriggio dedicato alla storia e al futuro del Progetto Alpi.
Il 30 agosto la festa continua nel parco del Museo delle Palafitte: attività, incontri, acrobazie e qualche ritorno direttamente dalla preistoria.

Un compleanno con un filo conduttore: il volo

📆 29 agosto 2026, dalle 14.30 alle 18.30

30 anni di Progetto Alpi

Da trent’anni il Progetto Alpi studia la migrazione degli uccelli attraverso le Alpi grazie a una rete di stazioni di inanellamento.

Il pomeriggio ripercorre la storia del progetto assieme a Paolo Pedrini e Fernando Spina e guarda alle nuove prospettive della ricerca insieme a esperti internazionali e a chi ogni anno lavora nelle stazioni di inanellamento. Un’occasione per scambiarsi aggiornamenti ed esperienze ed immaginare insieme il futuro del progetto.

Interventi di Ivan Maggini (Vogelwarte Austria), Jan von Rönn e Lukas Jenni (Swiss Ornithological Institute)

Evento riservato allo staff e al personale collaboratore delle Stazioni di inanellamento
Auditorium Tiarno di Sopra
Per info e iscrizioni: progetto.alpi@muse.it

 


 

📆 30 agosto 2026, dalle 14 alle 18

Happy Bird-Day!

Festeggiamo i 30 anni di Palafittando, il programma che da tre decenni porta al Museo delle Palafitte esperienze, incontri e modi sempre nuovi di raccontare la preistoria.

Dalle 14.30 il parco si anima: trovi Ötzi, bolle di sapone, il Pane delle Palafitte e corner scientifici dove puoi scoprire come studiamo la migrazione degli uccelli, quali strumenti utilizziamo e cosa sappiamo di rondini e rondoni.

Alle 16 lo sguardo va ancora più in alto con gli acrobati di Cores de Bahia World. Artiste e artisti brasiliani e tanzaniani portano nel villaggio palafitticolo uno spettacolo di acrobatica circense tra salti ed evoluzioni.

Alle 17, finalmente, ritorna Bacmor! Mauro Neri fa rivivere il battitore di metalli delle palafitte e Sartori Organic Farm presenta il nuovo vino che porta il suo nome, da conoscere e assaggiare insieme.

Entrata gratuita senza prenotazione
Museo delle Palafitte del Lago di Ledro
Per info: 0464 508182 oppure museo.ledro@muse.it

Le storie di Mauro Neri

Entra nel mondo di Bacmor e del Piccolo Lago Verde: clicca qui per leggere un estratto da “Il destino di Bacmor” di Mauro Neri.

Le onde del piccolo lago sciabordavano monotone, lambendo la spiaggetta sassosa e urtando i pali che reggevano le capanne del villaggio sospeso sull’acqua.
Bacmor, seduto sull’orlo della piattaforma di legno, sfiorava appena coi piedi le onde che s’increspavano sotto di lui. Alle sue spalle i bambini si inseguivano urlando tra le capanne. Bacmor era poi attratto dal deciso sciacquio di due remi che solcavano l’acqua. E alla fine, nel riflesso abbagliante degli ultimi raggi di sole che si riflettevano sullo specchio del lago, riuscì a distinguere una canoa farsi avanti. I pescatori tornavano a casa con un buon bottino.
Era stata una giornata pesante, quella, per Bacmor, ma adesso la quiete della prima sera, il refrigerio dell’acqua e la certezza di una buona cena lo facevano sentire stranamente leggero e felice.
Amava quel villaggio che, tre lune prima, lo aveva adottato. Voleva bene al vecchio Puhr e agli altri anziani che lo avevano accolto come un loro figliolo di sangue. Voleva bene soprattutto a Massangla con la quale, a partire dal giorno seguente, dopo il parere favorevole di Puhr e degli anziani, avrebbe diviso la capanna che i giovani più forti della comunità avevano terminato di costruire da poco.
Solo una punta di tristezza, in fondo al petto, non lo lasciava tranquillo. Di quando in quando il pensiero, senza volerlo, lo riportava a Bactiar, il suo vecchio padre, valente battitore di metallo conosciuto in tutti i villaggi delle Montagne che toccano il cielo, che aveva lasciato le rive di quel lago ormai da molte albe.
«Dove sei, adesso, Bactiar? Perché non sei qui, con me, a festeggiare tuo figlio che ti porta in dono una nuova figlia? Sei salito sul tuo carro e senza voltarti indietro hai ripreso la strada sotto il cielo, verso altri villaggi... Ma dove sei, Bactiar?»
Gli occhi gli si riempirono di lacrime di nostalgia e un nodo in gola gli fece quasi male. Tirò comunque un lungo respiro, allungò una mano, prese la ciotola di terracotta, la portò alle labbra e bevve un sorso di succo d’uva fermentato, orgoglio e vanto di quella gente che viveva in capanne su pali piantati nell’acqua di quel Piccolo Lago Verde.
Mauro Neri

In collaborazione con