Venerdì 8 maggio 2026, dalle 20 alle 24
7€ a persona. Gratuito con la MyMUSE Membership
Le attività sono incluse nel biglietto di ingresso, alcune sono su prenotazione su Ticketlandia
Venerdì 8 maggio, dalle 20 alle 24, il MUSE apre le porte a una serata dedicata all’educazione sessuale, al corpo e al consenso, con uno sguardo scientifico capace di intrecciare biologia, comportamento, percezione, evoluzione e cultura. Una proposta pensata per un pubblico giovane, con attività e approfondimenti in tutti gli spazi del museo: dalla seduzione nei fiori alle strategie riproduttive del mondo animale, dai meccanismi dell’attrazione sessuale al rapporto con il proprio corpo, fino a poetry slam, laboratori di critical making, workshop sul consenso, una mostra di Amnesty International sulla violenza di genere e molto altro. Tutto in un’atmosfera libera, curiosa e sicura, dove poter parlare e confrontarsi senza tabù, con il rigore e la correttezza propri dello sguardo scientifico. L’ingresso, a tariffa ridotta, consente di fruire di tutte le attività proposte e di vivere il museo fino alla mezzanotte.
Questa iniziativa dice qualcosa di importante sul ruolo che un museo scientifico può avere oggi: non solo produrre conoscenza, ma creare spazi sicuri, autorevoli e accessibili in cui affrontare temi complessi – spiega Samuela Caliari, direttrice del settore eventi del MUSE – La sessualità, il corpo e il consenso riguardano la vita delle persone e meritano strumenti culturali adeguati, non silenzi o semplificazioni. Abbiamo scelto di ascoltare una richiesta arrivata dalle e dai giovani e di trasformarla in un progetto pubblico, costruito con serietà, competenze scientifiche e attenzione educativa. L’iniziativa nasce infatti da un’esigenza emersa attraverso Officina dinamica, advisory board composto da teenager e giovani che da anni affianca il museo nella progettazione di eventi ‘da giovani a giovani’. Accogliere questa richiesta e aprire il museo a un confronto su un tema così rilevante, che spesso fatica a trovare spazi informati e non giudicanti, è stata per noi una scelta naturale, condivisa e supportata dalla Direzione del MUSE”.