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Equilibri. La salamandra di Aurora: ricerca e sguardi condivisi

Un nuovo studio internazionale e un incontro pubblico ad Arte Sella accendono i riflettori sul raro anfibio e le sfide per la sua conservazione
Comunicato stampa

Salamandra di Aurora

La salamandra di Aurora (Salamandra atra aurorae), rarissima sottospecie micro-endemica delle Alpi orientali presente in un’area estremamente limitata tra l’Altopiano dei Sette Comuni e la Valsugana orientale, torna al centro dell’attenzione grazie a due importanti occasioni di approfondimento.

Da un lato, un nuovo studio internazionale pubblicato sulla rivista Ecological Indicators apre prospettive innovative per la conservazione della biodiversità e per il monitoraggio degli habitat delle specie minacciate; dall’altro, venerdì 12 giugno alle 16, ad Arte Sella, ricercatrici e ricercatori del MUSE e pubblico si incontreranno per condividere conoscenze, riflessioni e sguardi sul rapporto tra natura, ricerca scientifica e arte contemporanea nell’incontro “Equilibri”. L’interesse attorno a questa sottospecie si è ulteriormente rafforzato dopo la recente scoperta di una nuova popolazione in Val di Sella, un risultato che conferma il valore naturalistico dell’area e l’importanza delle attività di ricerca e monitoraggio condotte sul territorio.

 

Lo studio internazionale: l’alleanza tra botanica e zoologia

Pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista scientifica Ecological Indicators, lo studio è il risultato della collaborazione tra MUSE – Museo delle Scienze di Trento, CNR, Università di Genova (DISTAV) e Università di Oviedo. La ricerca apre nuove prospettive per la conservazione della biodiversità, dimostrando come la vegetazione possa diventare uno strumento efficace per valutare la qualità degli habitat e orientare le azioni di tutela delle specie minacciate. Al centro dello studio c’è la salamandra di Aurora, anfibio raro e altamente specializzato: analizzando gli indici di vegetazione presente nei suoi habitat, il team di ricerca ha individuato le condizioni ambientali più favorevoli alla specie, evidenziando in particolare l’importanza di foreste fresche, con suoli ben aerati e ricchi di sostanza organica.

 

Per leggere il comunicato completo scrivi a ufficiostampa@muse.it oppure compila il form

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