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Raccontare l'universo, una tavola alla volta

Il Kamishibai sbarca alla Terrazza delle Stelle

Terrazza delle stelle

Venerdì 31 luglio 2026

La curiosità per lo spazio nasce spesso ancora prima di comprenderlo. Molti astronaute/i hanno iniziato il loro viaggio proprio guardando il cielo da bambine/i, lasciandosi affascinare da storie di stelle, pianeti e galassie. Samantha Cristoforetti, ad esempio, ha cominciato a sognare lo spazio leggendo libri di fantascienza. Lo stesso è accaduto a Luca Parmitano. Alla Terrazza delle Stelle, sul Monte Bondone, mercoledì 5, 19 e 26 agosto dalle 21 alle 23, torna il Teatro delle Stelle, un appuntamento dedicato ai bambini e alle bambine dai 4 agli 8 anni.

Un’occasione per ascoltare racconti dedicati all’universo e poi osservare con i propri occhi, attraverso i telescopi, ciò che fino a poco prima era stato soltanto immaginato. Il tutto in un’atmosfera suggestiva, tra luci soffuse e una tazza di tè caldo. Quest’anno il Teatro delle Stelle presenta una novità: il kamishibai, un’antica forma di narrazione giapponese, raccontata da Christian Lavarian, responsabile della Terrazza delle Stelle.

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Lavarian, quest’anno arriva la novità del kamishibai. Ma che cos’è?

«Kamishibai significa letteralmente “teatro di carta”. Si tratta di una forma di racconto teatrale nata in Giappone nel XII secolo, utilizzata dai monaci per raccontare storie: raggiunse la massima diffusione tra il 1920 e 1950. A portarlo nelle piazze erano artisti di strada che, attraverso piccoli teatrini di legno, raccontavano storie popolari al pubblico».

Praticamente come i nostri teatri di marionette?

«Con una differenza importante: non ci sono marionette o personaggi animati. Le storie vengono illustrate su tavole disegnate che scorrono una dopo l’altra. Pagina dopo pagina il narratore accompagna il pubblico all’interno del racconto, con suoni e movimenti che lo coinvolgono ancora di più».

E come funziona?

«Le tavole illustrate vengono inserite in una fessura laterale del piccolo teatro di legno. Mentre chi assiste osserva l’immagine, chi narra legge la storia e fa scorrere le tavole una alla volta. In questo modo racconto e immagini procedono insieme».

Quindi quale esperienza proponete durante gli appuntamenti del Teatro delle Stelle?

«Durante gli incontri, un nostro operatore utilizzerà il Kamishibai per dare vita a un vero e proprio racconto teatrale, con luci, suoni e un soffitto di stelle. Dopo la narrazione, bambine e bambini osserveranno il cielo con i telescopi, scoprendo costellazioni, pianeti e stelle di cui hanno appena sentito parlare».

Quanto è importante per bambine e bambini conoscere un mondo così sconfinato e misterioso come quello del cielo stellato?

«I bambini hanno un approccio estremamente genuino alla scoperta. Sono curiosi e fanno continuamente domande. L’astronomia è uno strumento meraviglioso per alimentare questa curiosità, perché il cielo è pieno di fenomeni che stimolano la fantasia e invitano a cercare risposte».

C’è stata una domanda di una bambina o di un bambino che l’ha particolarmente colpita?

«Una delle domande più frequenti è: “Perché la Terra gira?”. Quando osserviamo il cielo raccontiamo che le costellazioni sembrano spostarsi perché è la Terra a ruotare. Ma spiegare il motivo di questa rotazione a una persona piccola non è affatto semplice. Le loro domande richiedono risposte molto attente. In un certo senso ci fanno tornare bambine/i. Ci ricordano che per comprendere davvero qualcosa bisogna partire dalle basi, con semplicità e meraviglia».

Articolo di

Jacopo Mustaffi
Relazioni istituzionali e ufficio stampa
Ufficio stampa

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