Raccolte entomologiche, animali tassidermizzati, erbari, collezioni mineralogiche.
Le collezioni del MUSE custodiscono un prezioso nucleo di reperti provenienti dal Museo Civico: sono il cuore più antico della nostra storia museale.
Conosci la storia dei reperti
Medaglie di lava
Tra il XVII e il XX secolo il Vesuvio ebbe un periodo di attività che favorì la produzione di medaglie coniate direttamente nella lava ancora fusa mediante punzoni metallici impressi su una piccola quantità di lava, prelevata dalla colata. La pratica ebbe origine inizialmente per scopi di collezionismo scientifico, successivamente per la vendita ai visitatori.
Il MUSE conserva 2 di queste medaglie, realizzate nel 1820 e nel 1860. Questi preziosi oggetti fecero parte della collezione mineralogica del Museo Civico di Trento. La loro origine non è del tutto chiara; ma è probabile che la più antica provenga dalla collezione di Ferdinando Vincenzo Taxis (1756-1824), uno dei principali esponenti del collezionismo scientifico trentino e e convinto sostenitore dell’importanza delle collezioni per la diffusione delle scienze e la crescita culturale della popolazione. La collezione mineralogica Taxis, poi gestita e arricchita da don Antonio Scutelli, venne ceduta all’Istituto Sociale e successivamente al Museo Civico di Trento ed oggi costituisce il nucleo più antico delle collezioni geologiche del MUSE.
Collezione aracnologica di Canestrini
Giovanni Canestrini (Revò, 1835 – Padova, 1900) fu un illustre zoologo trentino che per primo tradusse in lingua italiana le opere di Charles Darwin. Convinto evoluzionista, fedele irredentista e agnostico dichiarato, Canestrini non ebbe vita facile nel Trentino di fine ‘800. Professore all’Università di Padova, rimase sempre in contatto con il contesto locale ed ebbe un rapporto di stima e amicizia con Francesco Ambrosi, direttore della biblioteca e del Museo Civico nel periodo della sua attività.
Oltre ad arricchire la Biblioteca con le proprie pubblicazioni, Canestrini contribui all’incremento delle collezioni del Museo annesso, donando nel 1874 una raccolta di ragni con specie provenienti dalla Val di Non, realizzata nel corso dei suoi studi su Araneidi e Opilionidi. La composizione originaria della collezione aracnologica di Canestrini comprendeva 111 specie di ragni, di cui sei descritte da Canestrini stesso. La raccolta è attualmente conservata presso il MUSE e consta di 102 campioni di ragni conservati in alcool per un totale di 310 esemplari.