In alta quota, i bivacchi sono la quintessenza dell’abitare estremo in condizioni minime. Ripercorrerne la storia, quasi tutta italiana, a partire dalla loro “invenzione” – nel 1925 ad opera del Club Alpino Accademico Italiano – significa seguire una traiettoria che intreccia il richiamo per la montagna alle sperimentazioni tecnologiche e al trasferimento di saperi, dalla prefabbricazione all’uso di nuovi materiali, senza trascurare gli aspetti formali che talvolta attingono agli immaginari aerospaziali e della navigazione d’altura. Dalla mitica semibotte del modello Ravelli, alla riproduzione in serie del modello Apollonio, poi perfezionato dalla Fondazione Berti, fino al notissimo Bivacco Gervasutti e alla proliferazione attuale, che ammicca più alle platee dei social network che alla comunità degli alpinisti. La “musealizzazione” presso la terrazza panoramica del MUSE dello storico bivacco Fiamme Gialle, oggi sostituito da un nuovo esemplare, è l’occasione per presentare il libro di Luca Gibello I bivacchi delle Alpi. 100 anni di emozioni in scatola (CAI Edizioni, 2025) e per riflettere, dopo la prefabbricazione a valle e l’uso in quota, sulla “terza vita” dei bivacchi come testimonianze patrimoniali.
I bivacchi delle Alpi
Presentazione libro