Martedì 29 settembre 2026
Opere e installazioni d’arte contemporanee, performance di sensibilizzazione sul clima e una coreografia site-specific al MUSE e a Palazzo delle Albere hanno dato forma ad alcuni innesti tra linguaggi artistici e temi scientifici.
Grazie a quattro video ripercorriamo l’essenza dei progetti che hanno anticipato l’inaugurazione della grande mostra Water flow (Palazzo delle Albere, dal 10 Ottobre)
Tra vette alpine, fiumi e laghi d’alta quota, gli ecosistemi idrici di montagna rappresentano oggi i veri e propri “termometri” della crisi climatica e dell’era dell’Antropocene. Per raccontare questa trasformazione e per dare un orientamento verso nuove strategie di tutela, il MUSE promuove un programma di iniziative che mettono in dialogo la creatività artistica e la ricerca scientifica. Punto di partenza di questa serie di eventi è il progetto europeo S+T+ARTS AQUA MOTION che immagina, attraverso le opere artiste e artisti internazionali, nuovi modi di affrontare l’emergenza idrica. L’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza delle trasformazioni di origine antropica che interessano le acque montane.
Il percorso degli eventi: tra performance e territorio
Il progetto si articola attraverso una serie di momenti partecipativi e performance site-specific a iniziare da “Ronald Ventura: Luna“, evento collaterale della 61 Biennale d’arte, che a Venezia ha inaugurato il percorso ideale dell’artista contemporaneo filippino Ronald Ventura che mette in relazione la laguna veneta con l’ecosistema idrico del villaggio di pescatori di Malabon (Filippine).
Continua…
La Project Room a Palazzo delle Albere
Dal 10 luglio al 13 settembre 2026, il piano terra di Palazzo delle Albere ha ospitato i risultati delle residenze artistiche di due artiste e un artista internazionali, selezionati dal MUSE per creare nel corso di un anno, un percorso di ricerca e produzione artistica a stretto contatto con il territorio, le comunità e il mondo della ricerca.
David Rickard con “The River’s Voice” ha condotto un’indagine sul rapporto tra la città di Trento e il fiume Adige per ripensare la coesistenza tra comunità urbana e corsi d’acqua. Salomé Bazin ha dato forma con “Waterbodies” a una riflessione basata sull’approccio One Health, secondo cui la salute dell’acqua, degli ecosistemi e delle persone sono indissolubilmente legate. Micol Grazioli con “The Rain Paths” ha dato un volto artistico allo studio sulla raccolta dell’acqua nelle Alpi di fronte allo scioglimento dei ghiacciai e ai nuovi regimi di precipitazione.
Continua…
“La Zattera della Medusa”
Una performance/processione ecologica a cura del collettivo Cassata Drone Expanded Archive. La prima tappa ha attraversato il quartiere Le Albere e l’antico alveo dell’Adige; la seconda ha risalito le pendici del Monte Bondone fino alla Terrazza delle Stelle.
Continua…
“The Choreography of Water”
In collaborazione con il Festival Oriente Occidente, la coreografa rumena Simona Deaconescu porta al MUSE uno spettacolo che mette in relazione i corpi di tre performer con recipienti d’acqua, accompagnato da visite interattive nella Foresta Tropicale.
Articolo di
Adele GerardiUfficio Stampa, MUSE |
![]() |
