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Ritmi Interiori

India, dove i corpi toccano il suolo

Castel Belasi

Castel Belasi ospita una mostra con oltre settanta fotografie di Angelo Redaelli realizzate in India nell’arco di più di cinquant’anni, dagli anni Settanta ai giorni nostri. Un percorso che esplora il rapporto profondo tra il corpo e la terra, proponendo una visione vissuta e simbolica del suolo.

In dialogo con la mostra Segnale dalla terra, legata al primo Padiglione Nazionale della Repubblica di Nauru alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, l’esposizione mette in relazione due prospettive complementari: da un lato un territorio segnato dall’esaurimento delle risorse, dall’altro immagini che testimoniano un legame ancora vitale tra esseri umani e ambiente.

Corpi, gesti e rituali che abitano la terra come superficie condivisa e simbolica restituiscono una relazione con il suolo che precede la sua riduzione a semplice risorsa economica. Le fotografie di Redaelli mostrano persone, animali e paesaggi in costante contatto con la terra, intesa non come sfondo, ma come luogo di relazioni, memoria e appartenenza.

Fotografo milanese attivo dagli anni settanta, Angelo Redaelli è noto come fotografo di scena, teatro, danza, concerti e performance. Le opere presentate a Castel Belasi rivelano una ricerca meno conosciuta, caratterizzata da uno sguardo empatico capace di cogliere gesti quotidiani, ritualità e momenti di vita ordinaria.

Lontane da approcci spettacolarizzanti, le immagini costruiscono un ritratto dell’India attraverso segni, pratiche e relazioni che attraversano il tempo. Ripercorrendo oltre mezzo secolo di trasformazioni, la mostra invita a riflettere sul progressivo passaggio del suolo da ecosistema abitato a infrastruttura economica.

Il percorso si sviluppa nelle sei sale del primo piano del Castello ed è completato da una ricca fotoproiezione che completa i contenuti della mostra. La mostra è inoltre arricchita da visite guidate con l’artista e da una pubblicazione realizzata in occasione dell’esposizione.

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