Dal 9 maggio al 22 novembre 2026
Docks Cucchini, Castello, Venezia (IT)
MUSE – il Museo delle scienze di Trento, promuove Ronald Ventura: Luna, evento collaterale ufficiale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia. Un ponte artistico e scientifico tra Venezia e le Filippine per riflettere sull’Antropocene.
MUSE insieme a Castel Belasi, Centro d’Arte Contemporanea per il Pensiero Ecologico, annuncia la propria partecipazione alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte in qualità di istituzione co-organizzatrice della mostra Ronald Ventura: Luna.
L’evento, curato da Ruel Caasi, vede come protagonista uno dei più autorevoli artisti del sud-est asiatico, Ronald Ventura, impegnato in una riflessione profonda sulla fragilità degli ecosistemi acquatici. Attraverso un dialogo ideale tra la laguna di Venezia e il villaggio di pescatori di Malabon, nelle Filippine, Ventura utilizza l’arte come lente per indagare il rapporto tra società moderna globalizzata e i ritmi della natura.
L’impegno del MUSE con Castel Belasi: Arte e Scienza per l’Ecologia
Per MUSE, la promozione di questo evento collaterale rappresenta un’estensione della propria missione di divulgazione scientifica e sensibilizzazione ambientale. La mostra si inserisce organicamente nel progetto “We Are the Flood”, la piattaforma creativa del museo e di Castel Belasi dedicata al pensiero ecologico, alla crisi climatica e alle interazioni antropogeniche.
“Con la partecipazione alla 61. Biennale d’Arte di Venezia, il MUSE riafferma la propria natura di istituzione dinamica, capace di superare i confini della divulgazione scientifica tradizionale per abbracciare i linguaggi dell’arte contemporanea, evidenzia il presidente del MUSE, prof. Stefano Bruno Galli. Sostenere l’opera di Ronald Ventura significa per noi dare voce a una riflessione urgente sull’Antropocene: l’acqua, che unisce le Filippine alla Laguna veneta così come alle nostre montagne, è l’elemento che meglio racconta la fragilità del presente. Attraverso questo evento collaterale, il MUSE si pone come ponte tra territori e culture, convinto che solo un approccio multidisciplinare possa aiutarci a comprendere e affrontare le sfide della crisi climatica globale”.