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Piano Strategico 2026-2028

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Il Piano Strategico del MUSE

La redazione del Piano Strategico 2026–2028 del MUSE risponde a una scelta consapevole di responsabilità e di riconoscibilità pubblica: il Piano non è un adempimento formale, dunque, ma uno strumento di visione e trasparenza capace di rendere esplicite identità del museo, priorità e traiettorie di sviluppo per i prossimi tre anni nel contesto delle profonde trasformazioni ambientali, sociali, culturali e tecnologiche in corso. Il Piano si colloca in continuità con la consolidata cultura dell’accountability del MUSE, già espressa attraverso il Bilancio di Missione, introducendo un livello ulteriore di pianificazione strategica, orientando in modo più sistemico la programmazione e la valutazione delle attività.

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Il percorso partecipato

Il Piano Strategico del MUSE è il risultato di un processo partecipato e iterativo, fondato dal punto di vista metodologico sull’integrazione tra analisi documentale, lettura del contesto, analisi sul campo, co-costruzione e ascolto esterno. Questo processo ha consentito di elaborare un documento radicato nelle condizioni concrete di funzionamento del museo e proiettato verso un nuovo orizzonte futuro. Il Piano è stato concepito come strumento “vivo”, aperto alla revisione e pensato per sostenere cicli continui di apprendimento organizzativo.

L’impalcatura strategica

L’impianto strategico del documento è costruito in modo progressivo: a partire dall’enunciazione dei principi generali fondanti e della missione del MUSE, il Piano individua 5 pilastri — Ricerca, Museo esteso, Antropocene, Internazionalizzazione, Persone — cui si aggiunge l’impegno trasversale per sostenibilità e benessere planetario. Su questa base, attraverso lo svolgimento di un’analisi strategica, viene delineata la visione del museo, completata dalla dichiarazione di scopo. Questo processo consente di pervenire all’individuazione di 10 direttrici strategiche, che a loro volta trovano traduzione in 35 obiettivi strategici distribuiti lungo il triennio. Questa struttura rende leggibile la concatenazione tra valori, scelte strategiche e programmazione operativa.

Missione, visione e dichiarazione di scopo

Il Piano Strategico riafferma l’identità del MUSE come istituzione pubblica che unisce ricerca scientifica con particolare attenzione ai contesti montani, radicamento territoriale, attività per i pubblici innovative e apertura al dibattito contemporaneo. Muovendo da tale assunto, il museo si propone di operare per rafforzare il dialogo tra le discipline scientifiche e quelle umanistiche innescando, accompagnando e sostenendo azioni rivolte alla cura di ogni persona e formazione ecosociale nella prospettiva della dimensione sistemica del benessere planetario.

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Le priorità strategiche del triennio

Il Piano mira ad affermare il MUSE come laboratorio qualificato e riconoscibile incardinato sulla rilettura del rapporto tra umanità e natura ai sensi dell’Antropocene, con particolare attenzione alla dimensione montana. A questo si affiancano alcune priorità strategiche: il rafforzamento della ricerca e della sua dimensione pervasiva nelle diverse funzioni museali; il rinnovamento di temi, linguaggi e strumenti per  accrescere l’impatto culturale e la capacità di attrazione; il consolidamento delle reti regionali, nazionali e internazionali e il rafforzamento dell’autorevolezza; il potenziamento delle sedi territoriali e la tessitura di relazioni con le comunità; il rafforzamento della comunicazione verso nuovi pubblici; lo sviluppo di un approccio data-driven alla gestione; l’investimento su equità, inclusione, accessibilità, partecipazione interna e qualità del lavoro. Il Piano intende quindi perseguire una visione di museo che tiene insieme autorevolezza scientifica, innovazione culturale, responsabilità civica e benessere organizzativo.

Una trasformazione scandita nel tempo

La roadmap strategica del triennio consente di leggere il cambiamento come un percorso progressivo. Il 2026 è l’anno dell’avvio dei principali cantieri del MUSE, materiali e immateriali: l’avvio del percorso di riallestimento delle esposizioni permanenti, la sperimentazione di nuovi linguaggi e standard di accessibilità, il rafforzamento della ricerca sulla biodiversità, l’avvio di nuovi strumenti di programmazione e l’impostazione di una relazione più matura con i dati; il 2027 rappresenta l’anno della trasformazione e dell’integrazione dei nuovi dispositivi strategici; il 2028 coincide con il consolidamento, cioè con la piena visibilità dei risultati, la loro sistematizzazione e la preparazione del ciclo successivo.

Attuazione, monitoraggio e accountability

Il documento attribuisce un ruolo centrale all’attuazione di quanto previsto all’interno del Piano. La strategia viene infatti accompagnata da indicatori, momenti di revisione periodica, verifiche intermedie e strumenti di monitoraggio che dovranno rendere osservabile l’avanzamento delle azioni e misurabili i risultati. L’attività del MUSE è pertanto intesa come quel processo di attuazione della strategia compreso tra programmazione e rendicontazione. In questo modo il Piano Strategico 2026-2028 si configura non come documento statico, ma come pratica organizzativa costante, orientata all’impatto, alla trasparenza e alla responsabilità verso la comunità.

Una visione di insieme

Nel loro insieme, pilastri, missione, direttrici, visione e obiettivi ambiscono a rappresentare il quadro di riferimento per l’impegno del nostro museo nei prossimi anni. Un impegno orientato alla produzione di conoscenza, ad attivare partecipazione e promuovere processi di cambiamento verso un Antropocene migliore. Si tratta dunque di un Piano di visione e operativo, ma ancora prima di un manifesto della cura con la quale intendiamo far proseguire il cammino del lungimirante investimento pubblico che si è concretizzato nel MUSE.