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Scoperta una nuova popolazione di salamandra di Aurora in Trentino

Prima segnalazione in Val di Sella

Comunicato stampa

Salamandra di Aurora

Scoperta una nuova popolazione di salamandra di Aurora in Trentino:
prima segnalazione in Val di Sella

Il nuovo studio del MUSE pubblicato sulla rivista scientifica Acta Herpetologica:
https://oaj.fupress.net/index.php/ah/article/view/19462

Un team di ricerca guidato dal MUSE – Museo delle Scienze di Trento ha individuato una nuova località di presenza della salamandra di Aurora (Salamandra atra aurorae) in Trentino, un’importante scoperta per l’ecologia e la conservazione di questo piccolo anfibio endemico, uno dei più rari e minacciati d’Italia.
Lo studio, condotto in collaborazione con CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche e le Università di Oviedo, Firenze e Genova, documenta la scoperta di nuova popolazione in Val di Sella.

Fino a oggi si credeva vivesse unicamente in pochi chilometri quadrati sull’Altopiano di Vezzena (Trentino), dove era stata osservata per la prima volta nel 2008, e sull’Altopiano dei Sette Comuni (Veneto). Ma la segnalazione puntuale da parte di un cittadino, condivisa con un custode forestale, ha portato ricercatrici e ricercatori a effettuare una serie di verifiche scientifiche sul campo e accertare la presenza di una popolazione stabile di salamandra di Aurora in Val di Sella, sul versante esposto a nord del massiccio Ortigara-Cima XII, un habitat considerato finora non idoneo per la sottospecie.

«Si tratta di una delle notizie più rilevanti nel campo dell’erpetologia – la scienza che studia anfibi e rettili – degli ultimi anni a livello provinciale, e di una scoperta di grande rilievo per l’ecologia e la conservazione di questo rarissimo anfibio», sottolinea Emma Centomo, collaboratrice di ricerca del MUSE e autrice co-primaria dello studio.

 

La salamandra di Aurora

La salamandra di Aurora, che MUSE e CNR studiano dal 2017, è una sottospecie endemica delle Prealpi sud-orientali. Livrea nero-giallastra, con macchie dorsali più ampie e spesso fuse insieme, e lunghezza di 10 cm, ha una distribuzione estremamente limitata (circa 31 km²) e un tasso riproduttivo molto lento (1-2 piccoli ogni 2-4 anni), che la rendono uno degli anfibi più rari e in pericolo di estinzione d’Italia. Prende il nome da Aurora, moglie del primo descrittore Luigi Trevisan.

Per leggere il comunicato completo scrivi a ufficiostampa@muse.it oppure compila il form

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