Lunedì 9 marzo 2026
Fuoriuscito dal terreno in prossimità del cartellino col nome che indica la sua presenza, nel giro di pochi giorni, un grande fiore “mostruoso” dall’aspetto di un cartoccio livido di carne in decomposizione sta cominciando a maturare nella porzione più arida della serra del MUSE. Si tratta della prima fioritura avvenuta all’interno della foresta tropicale montana del museo.
Per dimensioni, forma e colore non può di certo passare inosservato e anche il nome è piuttosto altisonante: Amorphophallus paeoniifolius (Dennst.) Nicolson, etimologicamente il “fallo amorfo con foglie di peonia”. Si tratta di una specie di pianta erbacea tuberosa perenne di origine tropicale, appartenente alla famiglia delle Araceae (dunque un parente alla lontana di calle e Anthurium), comunemente nota in inglese come Elephant-Foot Yam, quindi “igname o taro a piede di elefante”. Pur assomigliano a una peonia, tuttavia, non lo è.
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L’infiorescenza, che è la parte della pianta ora ben visibile in serra, è costituita (proprio come in una calla) da un elemento centrale cilindrico (spadice) circondato da una sorta di “ala avvolgente” (spata), grande, carnosa, ondulata e di color verde-violaceo. Ma non è solo l’aspetto del fiore a sorprendere, perché l’infiorescenza è al servizio di una singolare strategia riproduttiva.
Amorphophallus paeoniifolius rappresenta un caso esemplare di impollinazione termogenica e sapromiofila: durante la fioritura, lo spadice genera calore (!) ed emette un forte odore che ricorda quello di carne o altra materia organica in decomposizione, attirando insetti di solito interessati alle carogne come mosche e coleotteri necrofagi, che atterrano sulla spata e scivolano come in un imbuto verso lo spadice, dove agiranno da impollinatori.
I fiori sono unisessuali e, su uno stesso spadice, sono presenti sia fiori femminili (più grandi e biancastri, in basso), sia fiori maschili (più piccoli e gialli, in alto); i femminili maturano prima di quelli maschili dello stesso spadice (protoginia), e in questo modo si evita il rischio di autoimpollinazione.
Originariamente distribuita in un’ampia porzione dell’Asia tropicale e subtropicale, dall’India all’Indonesia, è una delle specie più diffuse ed economicamente rilevanti del genere Amorphophallus, introdotta e coltivata anche in Madagascar, alle Comore e su alcuni arcipelaghi del Pacifico per il suo grande tubero commestibile ricco di amidi.
In riferimento alla modalità con la quale supera le avversità, il “paeoniifolius” è una geofita, cioè una pianta perenne che sopravvive alla stagione sfavorevole grazie a organi sotterranei di riserva (bulbi, tuberi o rizomi), mentre la parte aerea muore (e verrà rigenerata al ripristinarsi delle condizioni favorevoli). Dal suo imponente tubero sotterraneo -che può raggiungere diversi chilogrammi di peso- si origina una singola foglia grande e tripartita, sostenuta da uno pseudostelo screziato che può arrivare a 1-2 metri di altezza.
Articolo di
Osvaldo NegraMediazione culturale |
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