San Valentino
Il tema dell’attrazione, tra arte e scienza
Sabato 14 febbraio 2026 | dalle 18 alle 21. Palazzo delle Albere
Prenotazione su Ticketlandia. Attività a pagamento, 18+.
Per tutte le persone, non solo coppie
Visita alla mostra, dialogo tra arte e scienza, aperitivo,
musica e letture a tema con Margherita de Pilati, curatrice del Mart, e Costantino Bonomi, botanico del MUSE
In occasione di San Valentino, il MUSE in collaborazione con il Mart, propone un evento che intreccia arte, scienza e riflessione sui temi dell’attrazione e delle strategie riproduttive in natura.
L’iniziativa nasce dal dialogo tra la mostra dedicata a Riccardo Schweizer – artista che ha fatto della figura femminile il tema predominante della propria opera, esplorando l’eros, il desiderio e la relazione amorosa come forze vitali e generative – e lo sguardo scientifico. Un terreno comune in cui estetica e biologia si incontrano. All’interno di Palazzo delle Albere si potrà visitare la mostra “Riccardo Schweizer. 100 anni di colore, forma e libertà” – in un confronto tra Margherita de Pilati, curatrice del Mart, e Costantino Bonomi, botanico del MUSE, tra suggestioni, dialoghi e contaminazioni tra arte e scienza. A seguire, aperitivo, musica di sottofondo e libri a tema. L’iniziativa e dedicata a tutte le persone, non solo alle coppie.
Al centro dell’iniziativa i fiori, simbolo per eccellenza dell’amore romantico nella ricorrenza di San Valentino. Il focus della presentazione scientifica sarà ciò che il fiore rappresenta dal punto di vista biologico, ossia l’apparato riproduttivo della pianta: un organo complesso, progettato dall’evoluzione per attrarre e favorire la riproduzione. Colori accesi, forme avvolgenti, profumi intensi e strutture esposte non sono semplici qualità estetiche, ma strategie precise di seduzione messe in atto dalle piante per attirare gli impollinatori.
In botanica e in natura, l’eros non è metafora ma funzione vitale: senza attrazione non c’è riproduzione, senza relazione non c’è futuro.
Una dinamica che sta alla base della teoria evoluzionistica di Darwin per la quale non sopravvive semplicemente chi è più forte, ma chi sa riprodursi meglio, chi riesce a trasmettere i propri geni alle generazioni future. Questa lettura restituisce dell’attrazione una visione meno antropocentrica, restituendola come principio universale che attraversa tutte le forme di vita.