Riparo Dalmeri

uno scrigno per la preistoria trentina ed europea



​Il Riparo Dalmeri è un sito archeologico preistorico molto rilevante per la storia trentina ed europea, oggetto di circa 20 anni di scavi, dal 1991 al 2009. Il sito, per la ricchezza e la buona conservazione dei ritrovamenti, ha consentito di comprendere le abitudini, le attività e il rapporto col territorio montano da parte degli uomini che vivevano nella zona alla fine del Paleolitico, circa 13.000 anni fa.

Il Riparo Dalmeri si trova a 1.240 m.s.l.m. sul margine settentrionale della piana della Marcèsina, nel comune di Grigno (Trento).

Il territorio sfruttato dai cacciatori di Riparo Dalmeri comprendeva le praterie alpine dell’altopiano (attorno ai 1.200-1.350 m.s.l.m.), le foreste di conifere, situate a quote leggermente inferiori, e si estendeva fino all’antico fondovalle del fiume Brenta.

L’economia degli abitanti del Riparo Dalmeri era specializzata nella caccia allo stambecco, anche se si sono rinvenuti reperti che dimostrano la presenza di altri animali, come cervo, capriolo e camoscio, e in modo più sporadico orso, tasso, castoro, cinghiale e alce. La dieta degli abitanti del riparo comprendeva, inoltre, uccelli e pesci. I resti di pesce, che sono principalmente rappresentati da barbo e cavedano e in modo minore da trota, temolo e luccio, permettono di ipotizzare attività di pesca nel fiume Brenta, con trasporto di pesci interi al riparo.

Gli abitanti del riparo erano nomadi: trascorrevano in montagna il periodo estivo, mentre ad altitudini inferiori passavano la stagione invernale.

Nel corso degli scavi sono state effettuate numerose scoperte eclatanti, come l’individuazione di una probabile capanna. Si tratta una costruzione circolare del diametro di circa 4 m, delimitata da un cordone di pietre frammiste a reperti litici e resti di fauna.

La sorprendente scoperta, avvenuta tra il 2001 e il 2007, di ben 265 pietre dipinte con ocra rossa, porta a considerare il sito anche da un punto di vista artistico-religioso.



Le pitture in ocra, realizzate su pietra locale, riguardano differenti tipologie figurative, come rappresentazioni o simbologie antropomorfe, zoomorfe, fitomorfe, schematiche, impronte di mani ma anche, e per la maggior parte, superfici con tracce di colore.

Alcune decine di pietre conservano una sorta di “marchio di riconoscimento” sulla faccia opposta a quella dipinta. Questa caratteristica fa pensare ad un rito ripetuto nel tempo, prevedendo la possibilità di riconoscere o riprendere una particolare pietra più volte. Riconoscere, rimaneggiare e capovolgere successivamente lo stesso oggetto poteva rappresentare una sorta di rinnovamento o di riattivazione del rito, forse propiziatorio. Lo stesso atto di dipingerle avrebbe potuto essere già per sé stesso un gesto rituale.

In estate, Riparo Dalmeri apre ai visitatori con un programma di attività per vivere un’avventura immersiva nella natura e nella storia di tredicimila anni fa. Visite guidate, laboratori di archeologia imitativa e attività dimostrative accompagnano in un’esperienza unica alla scoperta della vita, arte e spiritualità dei nostri antenati preistorici. Il programma è consultabile da giugno 2018.