Torna la rassegna "Incontri al Museo per parlare di fauna"

11/11/2022
Dall’imponente gipeto, tornato a veleggiare sulle Alpi a oltre trent’anni dai primi rilasci, al fascino dei viaggi intercontinentali degli uccelli migratori. Dal gatto selvatico, foto-trappolato lo scorso anno per prima volta anche nel Trentino orientale, ai grandi felini africani: leopardi, leoni e ghepardi. L’edizione 2022/2023 di “Incontri al Museo per parlare di fauna”, una delle rassegne più longeve (ultratrentennale) e partecipate del MUSE, propone un viaggio tra gli animali e gli ambienti estremi del mondo: il Sahara, le praterie della Namibia e le alte quote, chiamati a rivedere i propri equilibri anche alla luce dei cambiamenti climatici. Primo appuntamento: mercoledì 16 novembre, anche in diretta streaming, con il fotografo naturalista Ugo Mellone e gli ambienti desertici.  
 
Il ciclo di appuntamenti “Incontri al Museo per parlare di fauna” torna ad animare con cadenza mensile l’agenda di chi ama il mondo della natura e della fauna selvatica. Sette incontri da novembre 2022 a maggio 2023 – raccontano con prospettive sempre nuove le ricerche e gli studi legati alla biodiversità e alla conservazione della natura
 
“In questa nuova edizione – spiega Paolo Pedrini, referente dell’Ambito Biologia della Conservazione del MUSE – cercheremo di avventurarci in situazioni e contesti che in un modo o nell’altro richiamano i macro-processi che stanno avvenendo a livello globale. Insieme a ricercatrici e ricercatori nazionali e internazionali, parleremo di nuovi esempi e formule per la coesistenza con i grandi predatori – siano i grandi felini africani o gli orsi presenti in Nord America – ma anche dell’impatto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi più fragili, con particolari focus sulle comunità di insetti che popolano gli ambienti glaciali e sulle abitudini – in parte “riviste” – degli uccelli migratori”. 
 
Si parte mercoledì 16 novembre alle 20.45 con l’incontro “Sahara: biodiversità al limite”. Ospite del primo appuntamento è Ugo Mellone (Ugo Mellone – Wildphoto – Nature photography), fotografo naturalista specializzato in documentari e storie su habitat remoti e specie minacciate, e autore del recente libro “Sahara erg | reg”, che sarà presentato al MUSE. Per divulgare l'importanza degli ambienti sahariani e delle specie che li abitano, il documentarista ha realizzato appostamenti di diverse settimane e preparato speciali fototrappole alimentate da pannelli solari. Perché il Sahara, spiega Mellone, “non è solo una superficie infinita coperta di dune di sabbia, ma anche un paesaggio ricco di biodiversità”. 
 
Nel secondo appuntamento, in programma mercoledì 7 dicembre, si andrà alla scoperta di “Aquile e gipeti nelle Alpi che cambiano” con Enrico Bassi, ornitologo del Parco Nazionale dello Stelvio e referente progetto “Gipeto”. E di abitanti dei cieli parlerà anche Fernando Spina del Comitato scientifico della Convention of Migratory Species of Wild Animals (CMS), che mercoledì 11 febbraio presenterà i risultati del nuovo “Atlante delle migrazioni degli uccelli tra Eurasia e Africa”, bibbia dell’ornitologia con oltre 100 anni di dati raccolti su scala globale. 
Spazio anche al mondo dei felini: mercoledì 11 gennaio salirà sul palco del MUSE Andrea Sforzi, direttore del Museo di Storia Naturale della Maremma. A lui il compito di aprire gli incontri del 2023 parlando di un animale piuttosto elusivo: il gatto selvatico, silenziosa presenza tornata ad abitare i boschi italiani. Rimanendo in tema, mercoledì 1 marzo Miha Krofel, ricercatore dell’Università di Lubiana, si sposterà in Africa per parlare di leopardi e leoni nell’incontro dal titolo “Studio e gestione dei grandi felini nelle savane della Namibia”. 
Mercoledì 5 aprile spazio a Mauro Gobbi, ricercatore dell’Ambito Clima ed Ecologia del MUSE, che accompagnerà il pubblico in un viaggio tra le comunità di insetti che vivono negli ambienti glaciali colpiti dal riscaldamento climatico. Titolo della serata: “Specialisti d’alta quota in un clima che cambia: gli insetti sono le nostre sentinelle”. 
A chiudere il ciclo di incontri, mercoledì 10 maggio, sarà il ricercatore statunitense Tom Smith dell’Università di Provo (Utah), chiamato a raccontare le esperienze di gestione e convivenza con i plantigradi nell’incontro “Coesistere con l’orso in sicurezza: esperienze globali a confronto”.  
 
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Tutti gli incontri iniziano alle 20.45. Gli appuntamenti si terranno in presenza al MUSE (ingresso libero fino a esaurimento posti) e verranno trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook del museo. 

Bio
Ugo Mellone (www.wildphoto.it) è nato a Lecce nel 1983 e risiede in Spagna dal 2008. Ha conseguito un dottorato di ricerca studiando le migrazioni dei rapaci, e in questo ambito ha pubblicato le sue ricerche sulle riviste scientifiche più prestigiose. Dal 2014 lavora a tempo pieno come fotografo e consulente per documentari. È specializzato in storie su habitat remoti e specie minacciate, e ha lavorato soprattutto nel bacino del Mediterraneo, in Sud America e in Madagascar. Tra i suoi principali progetti fotografici va evidenziato quello sul macá tobiano (svasso dal cappuccio), un uccello acquatico a forte rischio di estinzione, endemico di remoti altopiani della Patagonia argentina. I suoi servizi vengono pubblicati regolarmente da riviste come National Geographic, GEO, BBC Wildlife, Terre Sauvage e altre. Ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui un premio di categoria al Wildlife Photographer of the Year (2015), la borsa di fotogiornalismo di conservazione a Montphoto (2019), e il National Geographic Covid Emergency Fund (2021). È stato speaker al festival della GDT nel 2019. È membro delle agenzie Nature Picture Library e Simephoto. Ha pubblicato due libri fotografici (“Acróbatas” e “Sahara erg | reg”) ed è tra gli editor del principale trattato sulle migrazioni dei rapaci in Europa. 
 
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