Fiés, quando la geologia diventa arte

25/06/2020
Fino al 12 luglio 2020 è visitabile la mostra personale dell'artista Irene Trotter che, in collaborazione con il fotografo Alessandro Antico, espone suggestivi collage realizzati con la pietra recuperata dalla frana del 1924.

Cosa accomuna l'estro creativo di una giovane artista e una frana avvenuta nel lontano 1924?
C'è tempo fino al 12 luglio 2020 per scoprirlo: al Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo, sede territoriale del MUSE – Museo delle Scienze, è visitabile la mostra "Fiés, quando la geologia diventa arte" dell'artista Irene Trotter
Centrali in questa esposizione sono le opere ispirate al colore e alle forme delle rocce riportate alla luce dalla frana di Fiés, nei dintorni di Predazzo. Irene, con uno sguardo estetico sul materiale litico, include nella sua opera i segni e la solidità della materia, dando vita a suggestivi collage d’autore.
L’uso della roccia diventa una caratteristica del suo stile, dando un’impronta originale e di particolare radicamento al territorio. In una prima fase, sono gli scatti originali di Alessandro Antico – tra le rocce della frana di Fies - a guidare la mano dell’artista. La realizzazione delle opere nasce infatti dalla proiezione delle diapositive fotografiche sulla tela, utilizzate come traccia per le campiture di colore. In questo modo, con acuto senso estetico, Irene crea i suoi primi lavori.Ne deriva una serie di opere che, come afferma l'artista, “evocano paesaggi primordiali, fotografie del mondo di 250 milioni di anni fa”.In un secondo periodo Irene indaga la possibilità di inserire la pietra nelle sue composizioni. La pietra si materializza, la roccia entra a far parte dei quadri diventando elemento decorativo: frammenti di rocce si dispongono così a mosaico creando una superficie tattile. Superficie che l’artista, sfruttando i particolari del materiale litico - forma, grana e variazioni cromatiche - integra sapientemente, dando vita a originali figure.

Irene Trotter, classe 1985, si avvicina all’arte già da bambina stando a contatto con i diversi artisti della famiglia. Frequenta l’istituto d’arte “G. Soraperra” di Pozza di Fassa dove apprende le principali tecniche pittoriche. Dopo la maturità, inizia la sua produzione artistica assieme al fotografo Alessandro Antico. L’uso della roccia diventa una caratteristica del suo stile, dando un’impronta originale e di particolare radicamento al territorio. Dal 2012 l’artista vive in un maso nei boschi alle porte di Predazzo. Nell’ottobre 2018 è testimone della violenza del vento della tempesta Vaia: un’esperienza tanto forte da far nascere nell’artista il desiderio di conservare nella memoria collettiva i suoni vissuti quella notte. Nasce così Eraus, un’istallazione sonora che riproduce la tempesta Vaia vissuta da vicino.

Il Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo, visitabile dal martedì alla domenica, con orario 10 - 12.30 e 16 -19, offre sguardi moderni sul territorio e una lettura trasversale del bene UNESCO. Sguardi che, per far fronte all’emergenza Covid-19, invitano a nuove modalità di esplorazione grazie a una programmazione estiva rinnovata tra trekking, film in piazza e dialoghi erranti sulle montagne più belle del mondo (qui il calendario completo). 
 
Leitner Ropeways e Montura sono Special Sponsor del Museo Geologico di Predazzo
 
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