Tree Time

30/10/2020

É il tempo degli alberi: con "Tree Time" un viaggio multisensoriale tra i giganti del regno vegetale

Dal 31 ottobre 2020 al 30 maggio 2021
MUSE - Museo delle Scienze, Trento
 
Presentata al MUSE "Tree Time - Arte e scienza per una nuova alleanza con la natura", la mostra temporanea dedicata al rapporto tra essere umano e albero: a due anni dalla tempesta Vaia, un originale percorso espositivo riflette sul valore e la necessità di cura di alberi e foreste grazie ai linguaggi dell’arte contemporanea.
 
Il tempo dell’albero è esattamente ora. Scrigni di biodiversità e serbatoi di carbonio: le foreste sono tra i più grandi alleati per il mantenimento degli equilibri climatici e atmosferici del pianeta. Al MUSE – Museo delle Scienze, dal 31 ottobre 2020 al 30 maggio 2021, la mostra temporanea “Tree Time - Arte e scienza per una nuova alleanza con la natura”, nata dalla collaborazione tra il Museo delle Scienze di Trento e il Museo Nazionale della Montagna di Torino, dà voce ai linguaggi dell’arte contemporanea per rinsaldare la nostra relazione con alberi e foreste. Un viaggio multisensoriale, a due anni dalla tempesta Vaia, da percorrere grazie alle opere di 20 artisti nazionali e internazionali e approfondimenti storico-scientifici, in un percorso che invita a meditare sull’urgenza di riconfigurare il rapporto tra specie umana e universo vegetale.
 
A fare gli onori di casa, nell'inedito virtual tour inaugurale, il direttore del MUSE Michele Lanzinger. Assieme a lui la direttrice del Museo della Montagna di Torino Daniela Berta, il curatore artistico di "Tree Time" Andrea Lerda e il coordinatore scientifico Matteo Garbelotto.
 
“Oggi diamo il via a questa nuova avventura con il Museo Nazionale della Montagna. Una collaborazione – introduce il direttore del MUSE Michele Lanzinger – che ci permette di riaffermare e affinare un nuovo impegno, una visione, un modo diverso di fare dei nostri musei: mi piace figurarmi Tree Time come una danza, un modo corale di unire assieme i temi della natura, della vegetazione, della conversione ecologica, in uno spazio dove il rapporto tra conoscenza scientifica e sensibilità artistica permette di creare una dimensione empatica. Le piante sono il vero motore della vita, hanno molto da insegnarci. Incarnano un modello molto più resistente di quello animale, la loro costruzione modulare è la quintessenza della modernità. Ci parlano di autonomia energetica e di architetture cooperative capaci di resistere a ripetuti eventi catastrofici, di adattarsi. La loro via può darci punti di vista alternativi a cui guardare, specie in tempi come questi in cui la nostra attitudine è alla ricerca di soluzioni innovative”.
 
“L’idea originaria del progetto – spiega Daniela Berta, direttrice Museo Nazionale Montagna di Torino – nasce ancora prima della tempesta Vaia, arricchendosi nel tempo di stimoli che sono andati a sconvolgere completamente l’immaginario di boschi, foreste e tutela del suolo e, nell’edizione trentina, di approfondimenti scientifici e nuove suggestioni. Una collaborazione proficua che ci consente di fare un discorso di grande interconnessione e di rispondere assieme al MUSE a quella responsabilità sociale, culturale, civica a cui i musei oggi giorno sono fortemente chiamati”.
 
“Siamo in un periodo in cui stiamo concentrando le nostre attenzioni alla pandemia. Anche questa mostra – sottolinea Andrea Lerda, curatore artistico di “Tree Time” – ci invita a guardare a ciò che sta succedendo a livello planetario e ambientale, portandoci a osservare gli alberi come creature vive, che devono aiutarci a ripensare la nostra coesistenza sul pianeta Terra. Non siamo soli. I giganti del regno vegetale sono fondamentali per superare alcune delle problematiche ambientali che noi, come specie umana, abbiamo creato”.
 
“Una mostra che mi ha riportato a capire perchè noi scienziati ci interessiamo di questi temi. C’è una motivazione molto più profonda, che parte dal cuore e non solo dal cervello e dalla ragione. Tree Time riesce a comunicare una realtà scientifica proprio a partire da un sentimento interiore”, aggiunge Matteo Garbelotto, coordinatore scientifico di “Tree Time” e docente di scienze ambientali all’Università di Berkeley, in California. 

Venti artisti, una nuova alleanza
Dall’artista sudcoreana Sunmin Park, alla sua prima esposizione italiana, alla videoartista svizzera Ursula Biemann. Dagli americani Helen e Newton Harrison, tra i primi e più noti artisti sociali e ambientali, alla performer e artista visuale polacca Cecylia Malik, passando per le opere dello scultore altoatesino Aron Demetz, le ricerche del collettivo di designer Formafantasma e i materiali di archivio di celebri esploratori, alpinisti e architetti. Installazioni sonore, interventi site specific, opere pittoriche e fotografiche, nuove modalità di partecipazione e co-produzione: Tree Time, a cura di Andrea Lerda con Daniela Berta, si pone come esperienza per riconfigurare il nostro rapporto con l'universo vegetale. Una sfida a cui tutti siamo chiamati: gli alberi sono tra i più grandi alleati per il mantenimento degli equilibri climatici e atmosferici del pianeta.

Il percorso della mostra
La mostra, articolata attraverso cinque macro capitoli tematici, è supportata da una narrazione di impianto storico-scientifico a cura di Matteo Garbelotto, direttore presso il Forest Pathology and Mycology Lab di Berkeley e Adjunct Professor presso l’Environmental Science, Policy and Management Department dell’Università della California.
L’esposizione si inserisce storicamente e culturalmente all’interno dell’eredità che l’Era dell’Antropocene ha prodotto.
Le cinque sezioni tematiche sono:
1. Il valore selvaggio delle foreste
2. Equilibri e disequlibri
3. Apprendere dagli errori
4. La foresta urbana
5. Mondi nascosti

Il valore delle foreste, ricordando anche Vaia
Dalla tempesta Vaia – che nel 2018 ha abbattuto intere foreste nel Nord Italia – agli incendi senza precedenti che hanno recentemente devastato l’Artico. Dal fuoco doloso, utile alle dinamiche industriali, alla deforestazione della Foresta Amazzonica che annienta biodiversità e habitat culturali, accelerando il riscaldamento globale. Un percorso eterogeneo e intergenerazionale, tra i piani e le sale del museo eco-sostenibile progettato da Renzo Piano, ci apre le porte di questo mondo. Così fragile, spesso invisibile, ma inevitabile per le nostre vite.
Un rapporto, sostiene il botanico francese Francis Hallé, “dove l’asimmetria ci è sfavorevole: l’albero non ha in alcun modo bisogno di noi, mentre per noi è essere vitale”.

Il progetto Tree Time è nato nel 2019 al Museo Nazionale della Montagna - CAI Torino con il sostegno di CAI – Club Alpino Italiano | Città di Torino | Regione Piemonte | Fondazione CRT | Reale Foundation | Ferrino 
 
Patrocini: Provincia Autonoma di Trento | ANMS - Associazione Nazionale Musei | Pefc Italia | Legambiente
Socio istituzionale ICOM Italia
Media partner Radio Italia Anni 60 Trentino Alto Adige
Main sponsor Itas Mutua | Zobele Holding SpASpecial sponsor Conad | Ricola | Montura
Si ringrazia RSE - Ricerca sul Sistema Energetico

 
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