Ghiacciai di una volta

Cento anni di cambiamenti climatici sui ghiacciai

03/12/2013
​​​​​​Sono stati presentati oggi in conferenza stampa i risultati del progetto Ghiacciai di una volta, l'iniziativa partecipativa che ha coinvolto le persone per la raccolta di dati relativi alla situazione dei ghiacciai nel nord d'Italia.

IL PROGETTO
Nell’arco di un secolo, l’estensione dei ghiacciai alpini si è quasi dimezzata. Partendo da questa constatazione è emersa la necessità di raccogliere sul tema una documentazione corposa e scientificamente valida. Nel 2011, nasce quindi l’idea di coinvolgere in maniera attiva i cittadini, chiamati a testimoniare attraverso le loro fotografie e in una sorta di raffinata e complessa “caccia allo scatto” la situazione dei principali massicci montuosi italiani. L’iniziativa, denominata Ghiacciai di una volta, ideata dal MUSE con il cofinanziamento dal Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano, l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e la partecipazione del Comitato Glaciologico Italiano, ha l’obiettivo di rendere i cittadini consapevoli della situazione dei ghiacciai e manifestare così all’intera società l’arretramento glaciale in atto, le sue conseguenze e le modificazioni del paesaggio alpino.
Il progetto ha coinvolto la collettività, invitandola ad acquisire immagini fotografiche moderne per riprodurre, nei medesimi punti di vista, riprese dei ghiacciai effettuate in tempi storici. I soggetti protagonisti delle immagini sono stati scelti fra i ghiacciai più significativi delle Alpi italiane, ripresi in punti considerati strategici al fine di fornire la base per indagini comparative sullo stato di salute dei nostri ghiacciai.
Per favorire la frequentazione e la ri-scoperta della montagna, non sono state fornite indicazioni sul punto degli scatti fotografici. Il progetto, quindi, è diventato anche un gioco per ritrovare gli stessi punti da cui è stata scattata la foto storica.
Ghiacciai di una volta ha coinvolto infine due alpinisti d’eccezione: Fausto de Stefani e Michele Comi che hanno rappresentato rispettivamente le fotografie storiche e quelle attuali dei ghiacciai, l’andare in montagna di una volta e come si va adesso alla luce dei cambiamenti del paesaggio alpino.
La riuscita del progetto è stata supportata dalla partecipazione di importanti enti ed istituzioni che operano nel campo glaciologico: Comitato Glaciologico Italiano, Fondazione Montagna sicura - Montagne sûre, Servizio Glaciologico Lombardo, Servizio Glaciologico Alto Adige, Comitato Glaciologico Trentino della SAT, ARPA Veneto e Unione Meteorologica Friuli Venezia Giulia, con il supporto di Carlo Baroni e Claudio Smiraglia.
 
 
I RISULTATI
Sono state inviate 173 fotografie di 70 autori diversi.
Il maggior numero di scatti (60) sono stati realizzati in Trentino e il ghiacciaio più fotografato è stato quello dell’Adamello – Mandrone (21 scatti).
Con il contributo di Fabiano Ventura (fotografo di montagna che coniuga la comparazione fotografica e la ricerca scientifica al fine di analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici sui più grandi ghiacciai della Terra.) sono stati selezionati i migliori confronti fotografici e, da questi, il Comitato Scientifico ha condotto le valutazioni quali – quantitative relative al ritiro glaciale e alle modificazioni del paesaggio che emergevano a seguito del confronto.
I confronti fotografici confermano l’attuale situazione di forte regresso che il glacialismo alpino vive ormai in maniera quasi continuativa da 30 anni: ghiacciai che si frammentano in apparati più piccoli, isole rocciose che emergono, copertura detritica sempre più estesa, limite della vegetazione che sale di quota colonizzando nuove aree, percorsi alpinistici che con il variare dell’estensione glaciale cambiano di percorso evitando nuove aree crepacciate o aree detritiche instabili, sono gli elementi che emergono dal confronto, sottolineando come la montagna stia rapidamente cambiando.
Un forte cambiamento, questo, di cui è necessario far prendere consapevolezza all’intera società al fine di gestire un delicato territorio per una frequentazione intelligente e sicura. Il ghiacciaio è la nostra ricchezza e l’evoluzione del genere umano non può in alcun modo essere separata dalla sua conservazione.
Il progetto Ghiacciai di una volta è stato finanziato dal Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e con la partecipazione del Comitato Glaciologico Italiano. Comitato Scientifico: Muse, Fondazione Montagna Sicura, Servizio Glaciologico Lombardo, Comitato Glaciologico Trentino della SAT, Servizio Glaciologico Alto Adige, ARPA Veneto, Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia con il coordinamento di Carlo Baroni e Claudio Smiraglia. Responsabile della Validazione fotografica Fabiano Ventura. Partner: Società Geologica Italiana, Società Geografica italiana, Collegio Nazionale delle Guide Alpine, ENEA, CNR, Accademia della Montagna del Trentino, Trento Filmfestival della Montagna, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca. Si ringrazia il Parco Nazionale del Gran Paradiso per le fotografie fornite. Al progetto hanno partecipato i soci del Club Alpino Italiano che hanno dedicato il loro tempo libero e lo loro passione creando contenuti, frequentando l’ambiente alpino e facendosi protagonisti di un momento di ricerca i cui risultati sono dipesi dalla loro attività
 

 

 
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