Fioritura Pseudohydrosme gabunensis

02/10/2020
Foto di Osvaldo Negra

Si tratta della prima fioritura in Italia. La rarissima aracea originaria delle foreste pluviali del Gabon, donata anni fa dall'orto botanico di Bonn, resterà fiorita solo per un paio di giorni, prima di avvizzire (successivamente crescerà una foglia a forma di ombrello). Per motivi legati all'emergenza sanitaria il fiore, sbocciato nelle serre di propagazione del museo, non sarà visibile al pubblico ma raccontato dai botanici del MUSE attraverso i canali social.  

La forma ricorda quella di un grande grammofono. L'odore quello del cavolo cappuccio. Nella serra di propagazione del MUSE è fiorita proprio in queste ore una pianta estremamente rara; si tratta di Pseudohydrosme gabunensis, un'aracea (la stessa famiglia delle calle e degli spatafilli) originaria delle foreste umide del Gabon.

"Il nome generico suggerisce che questo fiore possa odorare di idra, cioè di serpente d'acqua, ma il profumo che emana è molto simile a quello del cavolo cappuccio", spiega Andrea Bianchi, botanico e responsabile della serra tropicale del MUSE. Una specie misteriosa, descritta per la prima volta nel 1892 dal tedesco Adolf Engler ma poi sparita dai radar della ricerca botanica per un altro secolo, che in Italia fiorisce per la prima volta in assoluto. 

"Nonostante sia caratterizzata da un'enorme infiorescenza gialla e rossa di oltre 60 cm di altezza, la specie è rimasta 'nascosta' agli scienziati per quasi 100 anni, tra il 1892, anno della sua descrizione, e 1972, anno della riscoperta da parte di Josef Bogner, collega tedesco che la raccoglie e porta in coltivazione. La specie resta tuttora incredibilmente rara nelle collezioni dei giardini botanici e questa si tratterà della prima fioritura in Italia", aggiunge Bianchi.

La pianta coltivata al MUSE, donata dall'orto botanico di Bonn, ha origine proprio da uno di quei pochi esemplari portati in Germania a fine Novecento. L'infiorescenza, che emana un forte odore di cavolo cappuccio ed ha la particolarità di riscaldarsi oltre i 30 gradi, per diffondere ancora meglio l'aroma che attirerà gli insetti impollinatori, resterà aperta solo per qualche giorno. Poi, al suo posto, crescerà una grande foglia a forma di ombrello e non avremmo la fortuna di osservare questa particolare fioritura per almeno quattro o cinque anni.

"La fioritura di Pseudohydrosme gabunensis è di grande interesse per le ricerche botaniche tropicali del MUSE, focalizzate sulla flora africana; i ricercatori avranno la possibilità di tentare l'ibridazione di questo genere con uno simile, Anchomanes, per studiare le barriere genetiche potenzialmente presenti e le relazioni tra questi generi così strettamente imparentati", conclude Bianchi.
 
La serra tropicale del MUSE, che ricrea un frammento delle foreste dei Monti Udzungwa, nell'Africa Tropicale, uno dei principali hotspot di biodiversità del nostro pianeta, rimane ancora chiusa al pubblico per motivi legati all'emergenza sanitaria. Ma il dietro le quinte del museo continuerà a essere raccontato attraverso i canali social e le iniziative digitali del museo.

 
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