Storia

della biblioteca del Museo delle Scienze

Franscesco Ambrosi, 1821-1897, direttore della biblioteca e del Museo civico di Trento
La biblioteca del Museo tridentino di scienze naturali non ha una data di nascita precisa.
La sua storia è infatti legata alle vicissitudini delle collezioni del Museo. Queste, inglobate nel patrimonio della biblioteca e Museo civico della città di Trento, per anni furono spostate incessantemente tra Palazzo a Prato, Palazzo Thun e il Castello del Buonconsiglio, fino al 1924, quando trovarono finalmente una sistemazione dignitosa nel palazzo delle scuole comunali (l'attuale sede della facoltà di Sociologia, in via Verdi).
I primi nuclei della biblioteca sono costituiti dalle poche decine di volumi che avevano accompagnato le donazioni dei più illustri personaggi di scienza locali e, così come le collezioni, risentono della politica della direzione della biblioteca e Museo civico, spesso affidata a uomini di lettere piuttosto che di scienza (con l'eccezione del periodo di Francesco Ambrosi nell’ultima parte del XIX secolo).
Con la riorganizzazione delle collezioni condotta dalla nuova Società del museo civico di storia naturale (1922) e con la successiva fondazione del Museo regionale della Venezia Tridentina, nel 1929 nasce ufficialmente anche la biblioteca di scienze naturali della Venezia Tridentina. Fin dalla sua istituzione essa venne messa a disposizione di chiunque ne facesse richiesta. Il regolamento originario concede infatti senza discriminazioni anche il prestito a domicilio, affermando che la biblioteca preferisce "perdere qualche volume piuttosto che lasciare ammuffire i libri negli scaffali". Nel 1922 i volumi sono poco più di un centinaio ma già otto anni più tardi superano le 10.000 unità, frutto di donazioni e scambi (nel 1926 era iniziata la pubblicazione della sezione di scienze naturali della rivista Studi trentini) con un numero sempre maggiore di istituti scientifici italiani ed esteri. Uno dei primi fondi acquisiti è la biblioteca micologica di Giacomo Bresadola, acquistata tramite il Comune di Trento e il Comitato onoranze bresadoliane del Museo alla morte dello studioso (1929). Negli anni successivi diversi altri piccoli fondi si aggiunsero al patrimonio librario (Bonomi, Catoni, Fabbro, Trener, Videsott, Strobel, tra gli altri). Nel 1976 inizia il trasferimento del Museo alla sede di Palazzo Sardagna, dove la biblioteca acquista nuovi spazi al secondo piano, nella parte orientale dell'edificio. La ristrutturazione del 1989 permette idi accorpare alla biblioteca la vecchia aula magna del Museo consentendo quello sviluppo di strutture e servizi resosi ancor più necessario dopo il collegamento al Catalogo bibliografico trentino. Nel luglio del 1997, la biblioteca viene trasferita in via Calepina 10, a pochi passi dal Museo. Sala di lettura, sala riservata ai collaboratori del Museo, aula pc e monitor con la possibilità di accedere a internet oltre che al Catalogo bibliografico trentino, magazzini sotterranei ma capienti e, non ultimo, il fatto di essere fronte strada, permettono una maggior visibilità e apertura verso gli utenti. Nel luglio 2013, con l’apertura del Muse, la biblioteca torna all’interno del Museo nelle sale al primo piano affacciate sulla hall centrale, coniugando così le funzioni di biblioteca d’istituto con le esigenze di approfondimento e di divulgazione scientifica dei visitatori del museo stesso. 
​​