Scalare il Sublime

Scienza e storia nel primo Memoriale dell’Hotel Nave d’Oro di Predazzo (1820-1875)

Il progetto


Ai primi dell'Ottocento le Dolomiti attirarono l'attenzione di naturalisti, viaggiatori, artisti e curiosi di varia estrazione sociale e professionale, che giunsero sui Monti Pallidi per sfidarne le altezze, studiarne l'imponente struttura, o semplicemente per abbandonarsi alla grandiosità di quei paesaggi. Grazie a questa particolarissima contingenza storica, scientifica e culturale, Predazzo si trovò al centro del fronte più avanzato del dibattito geologico del tempo. Ne è prova il primo Memoriale (1820-1875) dell'Hotel Nave d'Oro: dove moltissimi scienziati, ingegneri, letterati, filosofi, politici, militari, alpinisti, e turisti provenienti da ogni parte del globo impressero firme, commenti e suggestioni.

È su questo documento e sul vivacissimo contesto storico di cui è testimone che il progetto finanziato Caritro Scalare il Sublime (ottobre 2017-settembre 2019) si è concentrato, nell'obiettivo di realizzare un'edizione critica del manoscritto. Il prodotto finale, che è ora in fase d'ultimazione e che verrà pubblicato nel 2020 in doppia versione online (in open access) e cartacea, comprenderà una trascrizione del testo, un doppio apparato di note filologiche e storico-critiche, e un saggio storico-scientifico introduttivo.

Questo lavoro offrirà alla comunità degli studiosi uno strumento fondamentale per approfondire un capitolo ancora inesplorato delle scienze della Terra. Permetterà inoltre di ricostruire con inedita efficacia le esperienze sul campo degli autori e il loro legame col contesto culturale e paesaggistico nel corso di un'epoca che, non a caso, fu dominata dal fertile contrasto tra l'immaginario romantico e la filosofia positivista, e in cui le Dolomiti assursero a meta d'elezione per l'arte e la scienza occidentali.


Il manoscritto


Sfogliando le pagine del primo Memoriale dell'Hotel Nave d'Oro di Predazzo, ci si imbatte in un numero impressionante di personalità scientifiche, mediche, intellettuali, religiose, politiche, artistiche e militari (vi troviamo, ad esempio: Alexander von Humboldt, Friedrich Mohs, Josiah Gilbert, Charles Bertrand-Geslin, Grazioso Spazzi, Friedrich Wilhelm Pfeiffer, Niels Henrik Abel, Giuseppe Marzari Pencati, Ernst Haeckel, Giovanni a Prato, George Poulett Scrope, Eduard e Josefine Fenzl, Gaspare Biondetti Crovato, Luigi Zandomeneghi, Eduard Nikolaus Krumbeck, Gustav Tschermak, Andrea Meneghini, Emanuel Kayser, Adolphe Carnot, Charles Delaunay, George Cheetham Churchill, Elizabeth Warne, Paul Günther Lorentz, Lothar Meyer, Ferdinand von Richthofen, Theodor Kjerulf, Bernhard von Cotta, Emilio Cornalia, Angelo Sismonda, Louis Cordier, James David Forbes, e moltissimi altri).

Nel corso dell'Ottocento, innumerevoli ed eterogenei personaggi intrecciarono le loro esistenze nelle sale di questo albergo e lasciarono nomi, commenti, disegni, e informazioni di ogni tipo, dando vita a una stratificazione di contesti sociali e culturali, d'interessi, di linguaggi, e d'esperienze che fanno di questo manoscritto un testimone preziosissimo – e tuttora pressoché inesplorato – per comprendere un capitolo fondamentale della storia trentina, italiana, europea.


Non solo scienza.
Perché un'edizione critica del Memoriale?


L'enorme mole di dati portati alla luce durante il lavoro di decifrazione del manoscritto ha permesso di ricostruire un affresco inedito e prezioso degli eventi scientifici, culturali, politici, militari e sociali che dominarono la storia trentina, italiana ed europea nel corso dell'Ottocento. Un flusso di vicende e personaggi che parte dall'Europa postnapoleonica per giungere fino al neonato Regno d'Italia, articolandosi in una sequenza fittissima di tappe storiche fondamentali: la Restaurazione, le guerre d'indipendenza italiana, i conflitti austro-prussiani, la nascita dell'Impero tedesco e il confluire dell'Impero austriaco in quello austro-ungarico, l'unificazione del territorio italiano ad opera del Regno sabaudo, il tormentato avvicendarsi tra repubblica e monarchia nella Francia postrivoluzionaria, il progressivo rafforzamento dell'egemonia culturale anglosassone per l'effetto congiunto dell'espansione dell'Impero britannico e della crescente influenza degli Stati Uniti.

Questo ricchissimo scenario politico s'accompagnò a un contesto scientifico, filosofico, artistico e letterario che non fu certo da meno in quanto a vivacità, con l'avvento di teorie, correnti di pensiero, e fenomeni di costume che plasmarono la società occidentale in quei decenni e nei decenni successivi: i dibattiti geologici tra plutonisti e nettunisti; l'irrompere dell'evoluzionismo darwiniano e delle sue rivoluzionarie implicazioni scientifiche, filosofiche, politiche e religiose; la filosofia positivista; il vento impetuoso dell'estetica romantica; la nascita e l'affermarsi dell'alpinismo come fenomeno di massa; e, naturalmente, l'enorme popolarità che interessò le Dolomiti in quegli anni e che ne estese la fama al di là dei ristretti limiti della comunità scientifica, per raggiungere il sempre più vasto e benestante pubblico occidentale.

Una volta pubblicata, l'edizione critica del Memoriale non servirà soltanto alla comunità degli studiosi locali e internazionali, che avranno a disposizione uno strumento d'eccezione per il loro lavoro di ricostruzione storica. Quest'opera avrà ricadute positive anche sul territorio dolomitico e trentino: offrirà infatti al vastissimo pubblico degli amanti della montagna e agli enti e istituzioni del territorio (scuole, musei, associazioni, ecc.), una miniera di dati per realizzare iniziative culturali, didattiche e turistiche – mostre, percorsi geostorici, guide escursionistiche, ecc. – in grado di giovare concretamente al tessuto sociale ed economico trentino. 


​Ricercatore:

Francesco Luzzini

​Ente finanziatore:

CARITRO - Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

​Ente promotore:

MUSE - Museo delle Scienze di Trento
(Responsabile del progetto: Massimo Bernardi)

​Con la collaborazione di:

Museo Geologico delle Dolomiti a Predazzo,
Spazio Alpino SAT – Biblioteca della Montagna, (Trento),
Max Planck Institute for the History of Science (Berlin),
International Commission on the History of Geological Sciences (INHIGEO),
Società Geologica Italiana – Sezione di Storia delle Geoscienze.


Si ringraziano


Riccardo Decarli, Biblioteca della Montagna - SAT 
Marianne Klemun, Università di Vienna - International Commission on the History of Geological Sciences
Johannes Mattes, Università di Vienna - International Commission on the History of Geological Sciences
Marco Pantaloni, ISPRA - Società Geologica Italiana 
Fabio Massimo Petti, Società Geologica Italiana 
Paola Pizzamano, Fondazione Museo Civico di Rovereto


Pubblicazioni relative al progetto