Bears&Humans Project

A new Tale of Bears and Humans in Trentino throughout Prehistory


Il rapporto tra uomo e orso in Trentino è un argomento attuale di grande interesse mediatico e scientifico che affonda le sue radici nella Preistoria. Il territorio alpino, infatti, rappresenta da sempre l’habitat naturale di questo animale la cui storia risulta strettamente intrecciata a quella della trasformazione del paesaggio e del comportamento umano fin dal Paleolitico.

Le ricche evidenze archeologiche emerse in Trentino ci danno l’opportunità di tracciare l’evoluzione di questo rapporto, da risorsa economica a interlocutore simbolico.L’analisi archeozoologica e tafonomica dei resti ossei archeologici, arricchita dall’applicazione di moderne tecnologie di analisi, avrà lo scopo di definire nel dettaglio il ruolo di questo animale all’interno dell’economia preistorica tra Paleolitico superiore ed Età del Bronzo, decifrando le strategie venatorie, le modalità di processamento della preda ed utilizzo delle relative risorse, fino al riconoscimento di un possibile trattamento simbolico dei resti.

Le ricadute del progetto spazieranno da un aumento delle conoscenze legate alla storia più antica del territorio trentino, restituite alla cittadinanza quale patrimonio storico-archeologico della comunità ma allo stesso tempo funzionali ad un aumento dell’attrattività turistica provinciale, fino all’ottenimento di dati relativi alla biologia ed etologia dell’orso bruno utili per applicazioni attualistiche a fini gestionali e conservativi.

L’obiettivo dello studio è quindi quello di tracciare un nuovo racconto in termini diacronici del rapporto uomo-orso, un rapporto iniziato in tempi remoti e oggi delicatamente in equilibrio in un territorio profondamente mutato.


 
 
Metodologie di analisi

Lo studio, condotto nel Laboratorio di Preistoria del Muse, verterà sull’analisi archeozoologica e tafonomica dei resti ossei archeologici tramite l’utilizzo di microscopia ottica ed elettronica. 

In aggiunta si ricorrerà a metodologie investigative specialistiche quali la microtomografia a raggi X (CT-rendered histological analysis), consentiranno una maggiore precisione nel processo di determinazione faunistica – con particolare attenzione ai records ossei paleolitici generalmente molto frammentati – allo scopo di precisare il significato economico di questa risorsa animale, molto spesso sottorappresentata attraverso i tradizionali metodi di quantificazione. 

Analisi isotopiche sulle ossa (spettrometria di massa isotopica - IRMS) forniranno inoltre dati significativi sulla biologia (dieta) ed etologia (mobilità) di questi animali che potranno, da un lato, contribuire alla definizione dei modelli insediativi umani del passato, e dall’altro essere messi a confronto con i dati attuali desunti dai monitoraggi provinciali a fini gestionali e conservativi. 

Attività mirate di archeologia sperimentale, condotte secondo protocolli in linea con standard europei, contribuiranno all’interpretazione delle evidenze archeologiche e alla ricostruzione delle gestualità umane nel trattamento delle carcasse e modificazione dei resti ossei.​
 
Stato di avanzamento del progetto

​Lo sviluppo del progetto sta seguendo molteplici fasi, in concertazione con gli enti partner esterni. 

Presso il Laboratorio di Archeozoologia del MUSE è stato portato avanti la fase di revisione tassonomica dei resti di orso custoditi nei depositi collezioni e nelle gallerie espositive del MUSE, della Fondazione Museo Civico di Rovereto, del Museo delle Palafitte di Ledro, del Museo delle Palafitte di Fiavè, del Castello di Stenico e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della provincia di Bolzano: Riparo Dalmeri, Riparo Cornafessa, Riparo La Cogola, Grotta di Ernesto, Riparo Pradestel, Romagnano Loc, Madonna Bianca, Doss de la Forca, Vatte di Zambana, Palafitte di Ledro, Palafitte di Fiavè, Riparo del Santuario, Pizzini di Castellano, Colombo di Mori, Lasino, Castelcorno, Loppio Isola di S. Andrea, Calferi di Stenico e Pigloner Kopfer.

Ogni reperto è stato indagato in microscopia nelle sue superfici ossee mettendo in luce, ove riconoscibili, le tecniche di caccia utilizzate per abbattere le prede e i gesti legati alla macellazione delle carcasse, per ricavarne specifiche risorse, discriminando l’ordine e gli schemi delle attività, ripetute e/o modificate nel corso di 9000 anni di preistoria trentina.

Sono in corso le analisi ZooMS (Zooarchaeology by Mass Spectrometry) e sull’amelogenina dei denti, portate avanti in collaborazione con l’Università di Torino, con l’obiettivo di aumentare la capacità di identificazione.tassonomica e del sesso dei piccoli frammenti faunistici difficilmente identificabili, sfruttando le impronte peptidiche del collagene delle ossa.

Con la collaborazione dell’Università di Tübingen (Senckenberg Centre for Human Evolution and Palaeoenvironment) sono in atto analisi isotopiche su 52 ossa di orso e 24 ossa di cervo (archeologici e moderni) utilizzato come “marker” per controllare le eventuali variazioni del livello trofico degli orsi nel corso del tempo.

Sono attualmente in corso acquisizioni e modelizzazioni 3D delle evidenze archeologico/simboliche in collaborazione con l’Università di Siena, che verranno affiancate da un protocollo di archeologia sperimentale, in corso di definizione, con l’obiettivo di decifrare trattamenti simbolici dei resti legati alla nascita di comportamenti cerimoniali nei confronti dell’orso, in particolar modo nel villaggio palafitticolo di Ledro.

A livello territoriale sono state coinvolte diverse aree nella disseminazione dei risultati quali il comune di Cles, il comune di Isera e la Vallagarina, l’area Predazzo e della Val di Fiemme e il comune di Trento attraverso le attività sotto riportate:

- il 17-10-2019 conferenza divulgativa in occasione della mostra “Ursus: storie di uomini e orsi” a cura di Silvia Spada, organizzata a Cles al palazzo assessorile dal 07-07-2019 al 03-11-2019;

- il 31-10-2019 conferenza divulgativa dal titolo “Antichi cacciatori di orsi sui Lessini alensi” in occasione della rassegna “Passati remoti: incontri di archeologia lagarina” organizzati dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto a Isera nella Sala della Cooperazione;

- il 2-11-19 corso di aggiornamento per gli insegnanti in occasione dell’iniziativa promossa dal MUSE “Tè degli insegnanti a Predazzo” in concomitanza della mostra temporanea “Il mondo misterioso delle grotte delle dolomiti” presso Museo Geologico di Predazzo;

- il 21-06-20 giornata tematica della Preistoria dedicata alle famiglie con conferenza dal titolo “Orsi in trentino: nuovi racconti dalla preistoria” organizzata dal MUSE in collaborazione con il Comune di Ala, presso il prato del MUSE;

- il 2-08-20 Talk scientifico dal titolo “La storia dell’orso” nella rassegna “Piazza della Preistoria: Motori di ricerca” organizzata dal Museo delle Palafitte di Ledro, presso il parco del museo;

- il 5-11-20 Ciclo di Conferenze sulla Preistoria Alpina dal titolo Bears & Human project: un nuovo racconto di orsi e uomini in Trentino nel corso della preistoria organizzata dal Comune di Ala e dal MUSE.

A livello videografico, è stata predisposta la pianificazione di un film-documentario sul progetto in corso, con l’obiettivo di presentarlo a festival cinematografici e condiviso tramite i canali web e i social del MUSE e degli enti partner.

Nel prossimo autunno verranno presentati i primi risultati riguardanti gli aspetti venatori e simbolici dei resti di orso provenienti dal villaggio palafitticolo di Ledro al 10˚ Convegno Nazionale di Archeozoologia (AIAZ) che si terrà a Siena.