Tavola rotonda di ricerca: Al massimo oltre l'umano - oltre il confine

Che cosa gli anni iniziali del XXI secolo ci insegnano sull'essere vivi

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​Le cose che vedeva sembravano improbabili – non improbabili ma in continuodivenire, in metamorfosi,cose che erano qualcosa ma anche qualcos’altro, ma cosa, e cosa.
D. DeLillo, Body Art

Il convegno “AL MASSIMO OLTRE L’UMANO – OLTRE IL CONFINE” nasce come un confronto interdisciplinare sul “superamento/attraversamento del limite” insito nell’idea di oltre. Il tema origina dalle mutazioni concettuali rese possibili, se non necessarie, dall’introduzione dell’idea di geografia in più ambiti, come passaggio da una ​​dimensione prettamente fisica, all’esplorazione di regioni concettuali ed esperienziali di carattere intimistico, psicologico (pensiamo al ruolo della geografia emozionale in ambito artistico), letterario (pensiamo all’avanzare della geocritica),  o socio-antropologico (pensiamo ai social movement studies), eccetera.Siamo oggi di fronte ad una esplosione di senso del concetto di limite, dovuta al ruolo giocato dal prefisso trans in termini ideali/globali, un prefisso che richiama di per sé la dimensione spaziale dell’oltre, di una barbarriera valicata che ci permette di dilatare lo sguardo al di là di un confine. In tal senso, un rimando sicuramente obbligatorio è all’idea filosofica del trascendente, quale superamento dei limiti definiti, a rappresentare condizioni di esistenza situate oltre a certi limiti sensoriali, ma anche all’idea psicologica del movimento valicante evocativo di ‘trasformazioni’, derivante dal movimento stesso. 

Si tratta di intendere il superamento di un confine come qualcosa che nasce dai sensi, attraverso macchine rivolte alla scala estremamente grande dell’universo e a quella estremamente piccola delle particelle subnucleari, ma anche di avere uno sguardo verso l’appropriazione da parte di una nuova corporeità di quelle dimensioni percettive che l’evoluzione ci ha negato, sia nella tipologia di recettori fisiologici (che oggi la tecnologia digitale riesce a integrare attraverso i sensori), sia nelle capacità che ha la nostra cognizione di individuare schemi, per mezzo di trasduzioni sensoriali come la visualizzazione e lasonificazione.Senza trascurare il fatto che è anche e specularmente nei territori del pensiero che i limiti umani si manifestano; nello scontro con la barriera costruita da pratiche di significazione tese a cancellare ogni punto cieco, nascondendoci ciò che è oltre e ​opponendosi al nostro sforzo di pensare l’alterità e l’ignoto.Tracciare una geografia, una mappa, di qualsivoglia intendimento,  diviene, allora, lo strumento non per sottomettere i significati a una ratio precostituita, ma per segnare un sentiero che indichi un luogo da raggiungere al di là del conosciuto. Se, fino a qualche decennio fa,la riflessione multi-dimensionale sulla realtà derivava dalla  ricerca della modalità giusta di osservazione dell’universo immaginario legata a linguaggi pensati proprio per tali immaginari (pensiamo, sopra tutti, al cinema in campo artistico), oggi la sua complessità si è così poliedricamente distribuita in ambienti che, di fatto, ci vedono attori/manipolatori oltre che spettatori, che lo studio dell’ulteriore, di ciò che è impossibile, inaudito, lontano, mitico, si trasferisce in ogni disciplina.

A cura di Massimiliano Viel, Ph.D Gianna Angelini.
Modera Prof. Pier Luigi Capucci
Denis Jaromil Roio (Nl), Ph.D Francesco Monico (IT), Luca de Biase (IT), Tommaso Maggio (IT),Regina Durig (DE), Hanieh Abbasinik (IR), Dott. Maurizio Teli (IT), Patrizia Moschella (IT)​
 
 
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Convegno
Dove
Quando
9 aprile 2014
Orari
dalle 14.30 alle 17.00
Per chi
Ricercatori
Biglietto
ingresso gratuiro