Lavoro sporco

Un progetto artistico di Nomecollettivo

18/07/2015

Dal 18 luglio una mostra fotografica, concepita dai fotografi trentini Piero Cavagna e Giulio Malfer, indaga il tema del lavoro agricolo. Un omaggio al ruolo strategico di queste professioni nell’economia e nella società trentina.


Nell’anno di Expo Milano 2015 il Trentino può contare su uno spazio privilegiato in cui affrontare, da prospettive differenti, il tema cardine Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, attorno a cui ruota l’intera manifestazione. Il grande parco che abbraccia Palazzo delle Albere, sede della mostra Coltiviamo il gusto. Tutto il buono dalla terra trentina e del Concept Store Expo Trento, si trasforma in un’ulteriore piattaforma di discussione e dialogo con il pubblico dove ospitare progetti che vedono la scienza, l’arte, le riflessioni sul territorio intrecciarsi con il tema dell’alimentazione. Sabato 18 luglio, nell’ambito dell’evento il Sogno di mezza estate, organizzato dal MUSE a due anni dalla propria apertura, è il momento dell’inaugurazione della mostra Lavoro Sporco dei fotografi Piero Cavagna a Giulio Malfer.

Il duo, che dà vita al progetto artistico Nomecollettivo, rende omaggio ai protagonisti del mondo contadino trentino realizzando per il parco diciotto sagome a dimensione originale su fondo bianco di uomini e donne, ritratti nella loro veste di lavoratori. Sono persone che raccontano, senza parlare, il senso di una realtà produttiva con ritmi e dinamiche peculiari, facendosi portatori del modo di essere di una realtà umile e solida. “Con l’occasione di EXPO Milano 2015, Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, dedicato al cibo, abbiamo voluto guardare a chi il cibo lo produce - raccontano i due fotografi.  LAVORO SPORCO è il nostro modo di dare forma alla complessità e alla ricchezza del mondo agricolo trentino, riconoscendogli il ruolo strategico e fondamentale che riveste per la nostra comunità. Si tratta di mondo popolato di tante persone uniche e preziose - proseguono - che nel loro operare di ogni giorno, coltivando, allevando, trasformando, producendo e conservando, sono capaci di trasferire negli umili gesti della quotidianità la complessa storia e l’identità di una cultura e di una terra”.

Le donne e gli uomini scelti come soggetto di questo lavoro fotografico vengono ritratti volutamente su fondo neutro, completamente liberati dal contesto ambientale. Questa scelta permette a Malfer e Cavagna di  restituire attraverso una scelta stilistica, l’idea di uno spazio, quello dell’agricoltura trentina, ripreso nella sua dignità originale. I soggetti, uomini e donne, diventano archetipi di una professione, di un modus vivendi.
Scalzi, sporchi, sereni. Appaiono così i diciotto protagonisti che animeranno il parco da sabato 18 luglio: fotografati nel mezzo delle loro attività quotidiane, con i loro attrezzi e gli abiti da lavoro, senza finzioni e intermediari, così come appaiono tutti i giorni.
L’obiettivo di Cavagna e Malfer si rivela così nella sua semplicità e immediatezza: spogliare questi soggetti dalla retorica standard dei luoghi comuni della promozione, per trasformarli in testimoni e simboli della nobiltà di un lavoro, in modelli universali di tipologia sociale che si nutre di tradizione e futuro. Gente con i piedi per terra e pensieri oltre le nuvole.   

Scheda tecnica
Lavoro sporco. Un progetto artistico di Nomecollettivo

Enti promotori
Provincia autonoma di Trento
MUSE - Museo delle Scienze di Trento

Curatori
Piero Cavagna
Giulio Malfer

Traduzioni
Francesca Moretti

Produzione e stampa
LA FOTOLITO

Progetto di allestimento
Studiobbs

Montaggio allestimenti
Servizio per il Sostegno Occupazionale
Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale,
Provincia autonoma di Trento

I protagonisti del mondo contadino
Romano Benuzzi (coltivatore susine, valle del Sarca), Arianna Bonavida (studentessa, scuola agraria S. Michele), Michele Gilmozzi (produttore di birra, Ziano), Renzo Malfatti (coltivatore di asparagi, Zambana), Domenico Marigo (apicoltore, altopiano di Lavarone), Mario Martinelli (viticoltore, val d’Adige), Agostino Mazzucchi (contadino val di Gresta), Luigi Mazzucchi (contadino, Pannone), Nela Panaite (raccoglitrice mele, val di Non), Michaele Petrut (allevatrice, di capre val di Fiemme), Petra Reuter (casara, malga Fondo), Walter Salizzoni (viticoltore, Calliano), Sara Sighel (contadina, Baselga di Pinè), Elena Turco (ricercatrice, Fondazione Mach), Romeo Valenti (coltivatore di rape, Bondo), Paolo Vettori (raccoglitore piccoli frutti, Brentonico), Daniel Zanon (boscaiolo, val di Fiemme e Fassa).

Progetto finanziato mediante accordo CIPE – PAT nell’ambito del progetto EXPO sui Territori e Qualità Trentina.

Soggetto coordinatore

Servizio Attività culturali, Provincia autonoma di Trento

Soggetto attuatore
MUSE, Museo delle Scienze
 
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