Leonardo da Vinci matematico

Palazzo delle Albere

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​Fra gli innumerevoli talenti di cui la natura l'aveva dotato Leonardo possedeva anche quello del matematico, che però non si rivelò immediatamente. Ne parliamo con Alberto Conte, professore emerito di Geometria all'Università di Torino, membro dell'accademia della Scienza di Torino. Introduce Marco Andreatta, professore ordinario di Geometria all'Università degli Studi di Trento - Dipartimento di Matematica.

Da giovane era Leonardo da Vinci, come lui stesso si definisce, "homo sanza numeri", che non sapeva sommare due frazioni né calcolare le percentuali. Le cose cambiarono radicalmente dopo l'incontro, avvenuto nel 1497 a Milano alla corte di Ludovico il Moro, con Frà Luca Pacioli, l'inventore della ragioneria e autore del più diffuso trattato di Aritmetica dell'epoca, che lo spinse a studiare le opere classiche di Euclide e Archimede e gli chiese di illustrare il suo trattato dedicato alla sezione aurea, il "De Divina Proportione", con le meravigliose immagini dei cinque solidi platonici.
Da allora Leonardo studia il problema della quadratura del cerchio, ottiene risultati importanti sulle aree delle lunule e applica le sue conoscenze matematiche a problemi di meccanica, d'idraulica, di ottica geometrica, alla costruzione di macchine, alla fisiologia, all'anatomia.
 
 
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Conferenza
Dove
Quando
26 novembre 2019
Orari
ore 18
Per chi
Tutti
Biglietto
Ingresso gratuito