Incontri al museo per parlare di fauna - dicembre

Nuovi risultati dalle ricerche sull'orso bruno in Trentino

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Quali tecniche consentono di determinare quanti e come sonodistribuiti gli orsi sul territorio trentino? E come sono influenzati, questi animali, dalla presenza antropica? Ne parlano Francesca Cagnacci - FEM, Simone Tenan e Francesco Rovero - MUSE.

I grandi Carnivori sono una componente essenziale degli ecosistemi, contribuendo alla ricchezza della biodiversità e alla funzionalità ecologica. Nelle Alpi, in Trentino, l’orso bruno non è mai del tutto scomparso e negli ultimi 15 anni la sua presenza è cresciuta tra monti e valli, grazie al progetto LIFE Ursus a partire dalla fine degli anni '90. Tutto è successo in un intervallo di tempo assolutamente breve dal punto di vista evolutivo, ma sufficiente a cambiare sostanzialmente le condizioni degli ecosistemi, a seguito di mutamenti economici e sociali (abbandono della montagna, aumento del turismo e della fruizione), ambientali (riforestazione, cambiamenti climatici) e antropici (interazione tra attività umane e ambiente naturale).

Fin dal primo rilascio nel Parco Naturale Adamello Brenta, la presenza dell’orso bruno è stata monitorata grazie al lavoro coordinato dal Servizio Foreste e fauna della PAT. Dal consistente insieme di informazioni è nato un programma di analisi e di ricerca con tecniche innovative, avviato nel 2012 grazie alla collaborazione scientifica di MUSE, FEM e del Parco Adamello Brenta, con l’intento di migliorare le conoscenze e indirizzare le azioni di conservazione e gestione della specie.

Nel corso della serata i relatori, ricercatori di MUSE e FEM, si alterneranno per affrontare domande solo apparentemente banali come: quali tecniche consentono di determinare quanti orsi ci sono, come sono distribuiti sul territorio, come si muovono, quanto sopravvivono, quali sono i fattori che ne regolano la popolazione, quali sono gli habitat e le aree preferite o quali quelle di maggior conflitto potenziale? E come sono influenzati dalla presenza antropica, e ancora, quali barriere ostacolano la dispersione della specie? Approcci analitici all'avanguardia aiuteranno a rispondere a queste domande ma anche a farne nascere di nuove.

I prossimi appuntamenti degli "Incontri al museo per parlare di fauna":

10 gennaio 2017
Le orche dei fiordi norvegesi
Alessandro De Maddalena – ricercatore, scrittore, illustratore, fotografo naturalista, divulgatore 

1 febbraio 2017
L'espansione dello sciacallo dorato in Europa: da dove arriva e cosa porta con sè?
Miha Krofel – Università di Lubiana (SLO), Nathan Ranc – Fondazione Edmund Mach 

7 marzo 2017
Orso, lupo e lince in Trentino e sulle Alpi: aggiornamento annuale e presentazione Rapporto 2016
Claudio Groff e Luca Pedrotti – Servizio Foreste e fauna PAT

5 aprile 2017
Ecologia e conservazione del gallo cedrone: ricerche nel Parco Naturale Paneveggio e Pale di San Martino
Vittorio Ducoli, Luca Rotelli – Parco Naturale Paneveggio e Pale di San Martino, Michael Berchtold – Università di Friburgo (D) 

10 maggio 2017
Tra Europa e Africa: storie di rapaci migratori e altri animali, tra due continenti
Ugo Mellone – Università di Alicante (E)
Nel corso della serata verrà presentato anche il libro fotografico di Ugo Mellone "Acróbatas", dedicato allo stambecco iberico.

7 giugno 2017
La migrazione dei rapaci attraverso il Mediterraneo
Michele Panuccio – Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente, Università di Pavia
 
 
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Conferenza
Dove
Quando
7 dicembre 2016
Orari
ore 20.45
Per chi
Tutti
Biglietto
ingresso libero