Collezioni Geologia

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Le collezioni di Geologia del Museo delle Scienze comprendono circa 17.000 reperti, costituiti da minerali, rocce e fossili. Il nucleo più antico delle collezioni è tardo-settecentesco, mentre gran parte delle acquisizioni è avvenuta tra i primi del ‘900 e gli anni ’60 del secolo scorso; a questi si aggiungono i reperti frutto di recenti acquisizioni dovute a specifiche campagne di ricerca, donazioni da parte di collezionisti e acquisti finalizzati alla realizzazione degli apparati espositivi del Museo. Le collezioni geologiche sono così suddivise: Collezione mineralogica (circa 5500 campioni), che al suo interno comprende una cospicua sezione dedicata alla campionatura dei siti minerari; Collezione paleontologica (circa 7500 campioni); Collezione petrografica (circa 4000 campioni).

 
 
mineralogica
  • Mineralogica
     
  • La collezione

Le collezioni mineralogiche del Muse conservano oltre 5300 campioni. Esse vantano un’origine tardo-settecentesca e sono state implementate nel corso dei secoli grazie al contributo dei conservatori e alle donazioni di collezionisti.
Circa il 63% dei campioni possono essere attribuiti a raccolte donate o vendute al Museo, mentre per il restante 37% di essi non sono note le modalità di acquisizione.

Il nucleo preponderante delle collezioni mineralogiche (il 37,5% dei campioni) deriva dalla collezione del Barone Augusto Sourdeau (Levico, 1866-1926). Tra le più importanti raccolte ancora riconoscibili all’interno delle collezioni mineralogiche si segnalano: 1) la Collezione Miniere (452 campioni), significativa campionatura di mineralizzazioni relativa ai lavori di ricerca compiuti da varie società minerarie in Trentino-Alto Adige; 2) la Collezione Museo Civico (360 campioni) che racchiude i campioni riferibili al catalogo delle collezioni del Museo Civico; 3) la Collezione Cerquettini (279 campioni), collezione privata recentemente acquisita, incentrata principalmente sui minerali delle Valli di Fiemme e di Fassa.

Oltre il 50% dei minerali è di provenienza nazionale; circa il 35% viene da località europee e di queste oltre i 2/3 appartengono alla sfera d’influenza dell’ex Impero austro-ungarico. Solamente il 5% proviene da stati extra-europei, mentre poco più del 10% non riporta invece alcuna indicazione sulla località di ritrovamento. Tra i campioni italiani è evidente la netta prevalenza di provenienze dal Trentino-Alto Adige (76%); oltre i 3/4 di questi ultimi campioni si riferiscono alla provincia di Trento.




 
paleontologica
  • Paleontologica
     
  • La collezione

Le collezioni paleontologiche del Museo delle Scienze consistono in oltre 7500 campioni derivanti da raccolte di diversa origine. Il materiale, vasto ed eterogeneo, comprende reperti provenienti dai principali siti del Trentino e in minor misura da siti italiani ed esteri.
I lotti più significativi sono rappresentati dalla collezione Vittorio Vialli, dedicata ai fossili dei dintorni di Trento, da quella di Sergio Venzo - dedicata alle faune terziarie della Valsugana e del Monte Brione – e dalla collezione Dalla Fior, incentrata sulla flora interglaciale di Civezzano. Notevole anche il lascito della collezione Leo Mazzucchi che comprende in prevalenza fossili provenienti dalle formazioni giurassiche del Monte Giovo (Brentonico).
Dal 1993 le collezioni si sono accresciute di un numero significativo di resti di vertebrati fossili (orme e ossa) frutto dell’attività di ricerca del museo. Un notevole impulso alle acquisizioni si è avuto inoltre tra i primi anni del 2000 e il 2013, con l’acquisizione di un’intera collezione (Gortania) e di altri reperti di provenienza internazionale in parte utilizzati per le esposizioni permanenti del Muse.

 
petrografica
  • Petrografica
     
  • La collezione

La collezione petrografica del Muse è costituita da circa 4000 campioni provenienti da tutto il territorio trentino. Essa deriva per la maggior parte dalle ricerche del geologo Giovanni Battista Trener precedenti e successive al secondo conflitto mondiale. Ai campioni raccolti da Trener si aggiunsero diverse altre raccolte donate al museo da vari studiosi: Morandini, Riccabona, Nicolussi, Andreatta, Speri-Trombon. Un nucleo importantissimo della collezione petrografica è la preziosa raccolta del barone Augusto Sourdeau, costituita da oltre 2000 campioni levigati di rocce in formato 3,5 x 4,5 cm, che comprende tutti i tipi di pietra che venivano utilizzati in architettura e scultura nel regno Austro-Ungarico.